Vale più un orso o un bambino?

Forse, cari amici, vi è sfuggito che all’inizio di questo settembre 2008 al Tg1 della Rai per tre volte hanno chiuso il telegiornale delle 20 con un servizio dedicato alla disavventura di alcuni orsi bianchi (una decina) alla deriva su un grande iceberg nelle regioni del Polo Nord. Apriti cielo, ambientalisti angosciati che si stracciano le vesti e urlano strali contro lo sviluppo e contro il riscaldamento generale del clima che fa sciogliere i ghiacci del Polo Nord e causa la morte di questi poveri orsi. Certo faceva pena vedere quei poveri animali vagare su quell’iceberg senza trovare una via d’uscita, probabilmente condannati alla morte per fame, anche se, tuffandosi nelle acque gelide, qualche pesciolino lo trovavano sempre. Ma per mantenere un bestione di due tonnellate, ci vuol altro!

Però mi chiedevo: vale più un orso o un bambino? Perché i bambini che muoiono di fame o di sete sono migliaia e migliaia in Africa, in Birmania, in tante altre regioni povere o sconvolte da guerre. Quando mai il Tg1 in prima serata dedica tre servizi di seguito per parlare di questa tragedia umana che dovrebbe commuovere e muovere tutti? Tanto più che, mentre l’andamento del clima mondiale non si capisce ancora bene da cosa dipende, la fame e la sete di decine di milioni di uomini, donne, bambini dipende in gran parte dall’egoismo dell’uomo. E’ un segno macroscopico di quanto ingiusta e disumana è la società in cui viviamo.

Ancora. A volte alle 20 vedo il telegiornale di Canale 5, al termine del quale quasi sempre, quasi tutte le sere ripeto, verso la fine c’è un servizio sui cani, sui gatti, sugli uccelletti da tenere in casa o altri animali domestici e selvatici. Un martellamento animalista continuo, mentre le tragedie del genere umano trovano scarsa eco sui nostri media. Possibile che le cassandre ecologiste e animaliste trovino sempre spazio a loro disposizione e i popoli poveri vengono alla ribalta solo quando ci sono catastrofi immani? Si tratta forse di un progetto ben orchestrato di disinformazione quotidiana? Comincio a pensarlo.

È un segno inequivocabile della nostra società, come lo spettacolo che vedo spesso qui a Roma, ma forse più ancora a Milano, di molti che portano a spasso il cane o cagnolino di casa. Si vedono anche bambini nella loro carrozzina. Molti animali, pochi bambini. Un’immagine su cui riflettere. Buona giornata a tutti e Dio vi benedica.

Un pensiero su “Vale più un orso o un bambino?

  1. Caro Padre Gheddo, sono una cattolica ma sono anche “una cassandra animalista”… credo che il punto su cui riflettere non sia tanto vale più orso o un bambino, in quanto anche i tanto vituperati animalisti le risponderebbero un bambino. Il punto è che l’uomo che commette reati gravi contro altre creature, che è insensibile alla diversità lo è anche verso i suoi simili. Chi non rimane colpito dalllo sguard di un cane abbandonato, è la stessa persona che guarda immagini di bambini denutriti al Tg buttando giù una lacrima per poi continuare a non fare nulla di concreto, che non rinuncia alla sua fetta di carne pur sapendo che equivale a tant proteine vegetali per 1 settimana di vita di un africano. Sono volontaria in un canile, dove arrivano tanti cani abbandonati anche da persone che poi la domenica vann in chiesa mettendosi in prima fila e ho una bimba in adozione a distanza. Io faccio quello che posso… se i ghiacciai si sciolgono i primi a morire saranno gli orsi, poi verrà anche il turno degli uomini.
    Pace e bene
    Pina

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