I giapponesi non cristiani si sposano in chiesa

Lo sapete che spesso i giapponesi non cristiani si sposano in chiesa? In Giappone, le Chiese cristiane tutte assieme contano circa un milione di battezzati. I cattolici giapponesi sono 400.000, ma adesso più di 700.000 per i lavoratori e le donne filippini e anche latino-americani (soprattutto peruviani e brasiliani) che vengono come mano d’opera. Una piccola minoranza su circa 128 milioni di giapponesi, che non hanno una vera religione. Quella nazionale è lo Shintoismo, ma in pratica si riduce ad essere una serie di riti patriottici che rinsaldano l’unità del popolo attorno alla monarchia e al culto degli antenati. Poi c’è il buddhismo, importato dalla Cina un migliaio di anni fa, con  templi e monasteri, ma non è una religione praticata e impegnativa. Il cristianesimo, che ha una chiara dottrina ed esige un assenso personale, si presenta come una novità.

In Giappone il Vangelo è molto diffuso, è uno dei libri più venduti e più letti, spesso il “Bestseller”, il libro più venduto in un anno e in Giappone vuol dire fra uno e due milioni di copie vendute! Le Chiese cristiane sono ammirate per la loro opera educativa e caritativa, i sacerdoti cattolici e i pastori protestanti spesso invitati in radio e televisioni, in conferenze culturali per esprimere come i cristiani giudicano i problemi del mondo attuale. Però pochissimi si convertono alle Chiese cristiane, anche perché i Dieci Comandamenti e le Beatitudini sono troppo distanti, troppo opposti alla cultura e ai costumi nazionali e perché il cristianesimo è ancora considerato una religione straniera, occidentale.

Ieri ho parlato a Milano con padre Alfredo Scattolon del Pime, in Giappone da più di trent’anni, parroco di una parrocchia a nord di Tokyo. Mi dice che da una ventina d’anni è nata fra i giapponesi l’abitudine di sposarsi in una chiesa cristiana. Senza nessuna intenzione di convertirsi, ma l’ambiente di una chiesa, le cerimonie, i canti, l’incenso e tutto il resto attirano e sono interpretati come la benedizione del Dio cristiano alla nuova coppia. I preti cattolici accettano queste richieste e chiedono ai fidanzati di frequentare dove è possibile corsi ben organizzati, o per lo meno un piccolo corso per due-tre mesi, incontrandosi tutte le settimane con il parroco. Il quale spiega loro il cristianesimo, cos’è il matrimonio secondo il Vangelo e la Chiesa cattolica, come i coniugi cristiani si sforzano, con la grazia di Dio, di vivere il loro matrimonio, il significato delle cerimonie e delle letture e preghiere durante la funzione; e poi si fanno delle prove per il giorno del matrimonio. Gli sposi poi vengono con parenti e amici, la sposa  vestita in genere con l’abito bianco, e la festa si conclude in un ristorante con un pranzo a talvolta cui è invitato anche il parroco. Naturalmente non c’è la Santa Messa, ma solo le cerimonie del matrimonio senza Messa, con le letture bibliche, le preghiere, le promesse degli sposi, lo scambio degli anelli, la predica, la benedizione, i canti, le musiche e le suonate trionfali dell’organo (quando c’è).

Padre Scattolon dice che in questi ultimissimi anni i matrimoni sono diminuiti perché anche in Giappone è entrata la “moda” occidentale di vivere assieme senza sposarsi, probabilmente per le stesse ragioni per cui diminuiscono da noi, tanto più che andare a vivere insieme senza tante cerimonie era tradizionale in Giappone. Però aggiunge che questa cerimonia per i non cristiani è importante per presentare il cristianesimo a molti giapponesi e la richiesta di matrimoni “cristiani” è stata vista dalla Chiesa come una buona occasione per presentare la nostra fede. Anzi, i ristoranti cittadini più importanti e gli hotel hanno fiutato l’affare e si sono attrezzati, costruendo una chiesa o una cappella cristiana nel loro interno o nel cortile interno, comunque per conto loro. “A volte, dice, è una vera cattedrale, che imita le chiese gotiche europee o, in piccolo, San Pietro a Roma o altre basiliche famose e anche all’interno ha tutto quanto c’è in una chiesa cattolica”.

Che dire? Secondo Scattolon, e secondo i vescovi e preti giapponesi (ma a volte la cerimonia è celebrata da pastori protestanti), in Giappone si sono tentati tutti i metodi possibili e immaginabili per avvicinare il cristianesimo alla sensibilità del popolo. Questo è un modo nuovo non previsto e non voluto da nessuno. Male non ne fa, speriamo che, con l’aiuto di Dio, possa produrre frutti positivi per il Regno di Dio.

Piero Gheddo

2 pensieri su “I giapponesi non cristiani si sposano in chiesa

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