Giornata missionaria: noi privilegiati dell'umanità

Ieri domenica, Giornata missionaria mondiale, ho predicato nelle sette Messe domenicali di Manerbio (Brescia), con due conferenze sui miei genitori servi di Dio Rosetta e Giovanni (una al sabato sera). Ringrazio il Signore (e il parroco don Tino Clementi) per questa occasione che mi hanno offerto di incontrare un comunità cristiana così vivace, con tante iniziative di Vangelo e di carità e così cordiale e disponibile nel volontariato a servizio della parrocchia e dei poveri! Nel mondo moderno, arido e secolarizzato, abbiamo tutti bisogno, anche noi missionari di ritrovare l’entusiasmo della fede. Viviamo un po’ tutti come se Dio non esistesse e la Giornata missionaria mondiale, ho detto alla brava gente della bassa bresciana, ci dà tre messaggi di speranza, naturalmente raccontando esempi concreti di vita missionaria:

1) Gesù ha fondato la Chiesa missionaria, perché è venuto a salvare tutti gli uomini: “Andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo ad ogni creatura”. Il dono della fede ci rende i privilegiati dell’umanità, perché dà senso alla nostra vita e ci orienta al Regno dei Cieli, che dobbiamo preparare vivendo la fede nella vita quotidiana, aperti alle necessità di tutto il prossimo e soprattutto di quelli più lontani, più piccoli, più poveri. Non chiudiamoci nel piccolo buco in cui siamo nati. I nostri problemi personali e familiari e locali sono il nostro primo impegno, ma il mondo è grande e oggi viviamo in un mondo “globalizzato”, con tutti i popoli che si incontrano, ci vengono in casa e noi andiamo ovunque. “Cattolico” Vuol dire “universale” e la fede ci rende fratelli di tutti gli uomini. Se vogliamo essere veramente discepoli di Gesù, apriamo la mente e il cuore alle dimensioni dell’umanità intera, non siamo localisti ma universali.

2) Secondo messaggio. Anche se ciascun popolo ha la sua religione, tutti i popoli hanno bisogno di Cristo, perché tutti i popoli cercano Dio non esistono popoli atei) Le religioni dell’uomo sono tentativi di raggiungere Dio attraverso l’intelligenza, la sensibilità, l’esperienza umana, ma Dio rimane sconosciuto, misterioso, distante dall’uomo, irraggiungibile. Dio Padre e Creatore si è rivelato pienamente facendosi uomo in Gesù Cristo e nel suo Vangelo e la Chiesa ha appunto il compito di andare a tutti i popoli annunziando la Buona Notizia che il Messia è nato e ci ha salvati. Ecco perché i giovani cristiani delle missioni, quando conoscono e si convertono a Cristo, lo accolgono con amore ed entusiasmo, con dedizione, diventando spontaneamente missionari, perché sperimentano che Cristo è una rivoluzione positiva nella loro persona, nella famiglia, nel villaggio, nella società in cui vivono (gli esempi da raccontare sono infiniti). In Italia lamentiamo la diminuzione della fede nel nostro popolo. Direi che la fede rimane nella grande maggioranza degli italiani, ma è diventata un qualcosa di privato, personale, di cui non si parla mai, un “optional”, un fatto facoltativo che non influisce nella vita quotidiana. Dobbiamo ricuperare, con la preghiera e la conversione personale, la passione per Cristo, l’entusiasmo per il Vangelo, perché “la missione rinnova la Chiesa”, come diceva Giovanni Paolo II. I giovani cristiani ci sono di esempio: ancora catecumeni, sanno pochissimo della fede, rimangono peccatori come e spesso peggio di noi, ma proprio la missione di annunziare agli altri il dono ricevuto rafforza la loro fede. Anche qui noi missionari possiamo esemplificare a piacimento.

3) Terzo messaggio. Come aiutare la missione alle genti?
– Anzitutto con la preghiera, perché la fede e l’evangelizzazione sono opera di Dio, dello Spirito Santo. Preghiamo per i missionari, per le giovani Chiese, i cristiani perseguitati, i catecumeni. Racconto l’esempio della Cina, dove nel 1949 i cattolici erano 3.700.000. Oggi, dopo mezzo secolo di persecuzione anti-cristiana, sono circa 15-20 milioni! Opera dello Spirito Santo che è il  protagonista della misisone e ci dà speranza. Non siamo pessimisti sul futuro della Chiesa anche in Italia. Mai pessimisti mai tristi, mai lamentosi, scoraggiati. Dio è immensamente più grande di noi e lo Spirito Santo non va mai in pensione, non dorme mai, non va mai in vacanza.
– L’aiuto economico perché l’annunzio di Cristo si fa soprattutto con la carità, l’aiuto ai poveri e allo sviluppo umano, dando a tutti gli uomini e a tutte le donne una coscienza della loro dignità e dei loro diritti. Oggi diamo alle missioni un aiuto consistente, che ci costi un po’ di sacrificio. Se noi conosciamo un uomo ricco, una famiglia ricca che sono chiusi alle necessità dei poveri diciamo che sono avari, egoisti. Noi abbiamo ricevuto il dono della fede e viviamo in un paese, certo con i suoi problemi, ma dove si vive un livello di vita immensamente più alto che altrove nel mondo: se non comunichiamo ad altri la fede, la più grande ricchezza che abbiamo, cosa siamo?
– Le vocazioni missionarie. I missionari italiani nel mondo non cristiano erano 16.000 nel 1964, oggi sono 12.000, eppure i popoli si aprono al Vangelo. E’ il tempo di una grande mobilitazione missionaria dei popoli cristiani, ma la missione si fa con gli uomini e le donne che consacrano la loro vita, o qualche anno della loro vita (i volontari), al Vangelo e vanno dove la Chiesa li manda ad annunziare e testimoniare Cristo. Noi preghiamo per le vocazioni alle vita consacrata, perché di preti e suore manchiamo anche qui in Italia. Ma abbiamo mai pregato perché il Signore prenda qualche ragazzo o ragazza della nostra famiglia? E’ il dono più grande che possiamo fare a Dio e Dio non lascia vincere in generosità. Dopo 55 anni di vita sacerdotale e missionaria, posso testimoniare che è bello fare il prete, è bello fare il missionario.