Siate pronti, il Signore viene!

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Il brano di Vangelo letto nella Messa di ieri riportava parole forti di Gesù ai suoi discepoli: “Siate sempre pronti, con la cintura ai fianchi e la lampada accesa e siate simili a uomini che aspettano il loro Signore quando tornerà dalle nozze, per aprirgli subito quando giunge e bussa. Beati quei servi che il padrone troverà vigilanti al suo arrivo. E se giungendo alla seconda o alla terza vigilia li troverà così, beati loro!” (Luca 12, 35-38).

La vita dei primi cristiani era sotto il segno della venuta del Signore: vivevano giorno per giorno nell’attesa di Gesù, che ritenevano imminente. Di qui l’atteggiamento di rifiuto della ricchezza, dei beni di questo mondo, dei privilegi che avevano le classi ricche e amiche dell’Imperatore romano. Di qui anche, come raccontano gli Atti degli Apostoli il vivere assieme da cristiani, vendere i propri beni e darne il ricavato agli Apostoli che li distribuivano ai poveri. Quando due cristiani si incontravano per strada, non si dicevano “Buon Giorno” o saluti simili, ma “Dominus venit”, “Il Signore viene!”; non sappiamo quando, ma presto verrà. San Paolo nella I° Lettera ai Corinzi scrive (7, 29-32): “Vi dico questo, o fratelli, il tempo si è fatto breve. D’ora in poi quelli che hanno moglie vivano come se non l’avessero; quelli che piangono come se non piangessero; quelli che sono contenti come se non lo fossero; quelli che comprano come se non comprassero e quelli che usano di questo mondo come se non ne godessero, perché la scena di questo mondo passa in fretta”.

Oggi, duemila anni dopo, il pensiero della fine del mondo e della nostra morte personale è estraneo alla cultura in cui viviamo, non entra nei nostri pensieri. Ci siamo costruiti un mondo secolarizzato (“vivere come se Dio non esistesse”) che non ha una finestra aperta sull’Infinito, verso l’Assoluto. Tutto si svolge nell’ambito storia umana, l’attesa della venuta di Dio è scomparsa dall’orizzonte.

Noi cristiani dobbiamo essere, nel mondo d’oggi, i testimoni dell’attesa del Signore che viene. Presto o tardi, prima o dopo, di giorno o di notte non sappiamo, ma Gesù verrà e prenderci, a liberarci dal peccato e dalla morte. Non tutto si consuma in questa vita, a ciascuno di noi si apriranno le porte dell’eternità beata in seno a Dio.

Giorgio La Pira, laureatosi a 25 anni in diritto romano antico, pochi anni dopo partecipa ad un concorso.per una cattedra universitaria della sua specialità. Era il più giovane di tutti i concorrenti, ma nella classifica dei voti di quel concorso esce primo. Poco dopo, le autorità universitarie pubblicano il decreto di nomina di quel docente e non era La Pira! Il “Sindaco santo” guarda quel foglio assieme ad altri compagni di studi e tutti gli dicono: “Giorgio, hai subito una grave ingiustizia, non ti hanno eletto perché, lo sanno tutti, non sei iscritto al Partito Fascista. Protesta, fai ricorso alle autorità superiori”: La Pira dice sorridendo: “Non farò niente anche perchè inutile. Ma cosa volete che sia una ingiustizia come questa, quando Gesù Cristo è morto e risorto e a tempo debito verrà?”.

“La scena di questo mondo passa in fretta”. Ecco la saggezza cristiana di cui dobbiamo essere testimoni. Mai arrabbiarsi, mai essere pessimisti o tristi o scoraggiati o depressi. Possiamo anche essere sofferenti per qualsiasi motivo, ma di fronte alla vita eterna tutto passa, importa solo essere vigilanti nell’attesa del Signore Gesù.

Piero Gheddo

Un pensiero su “Siate pronti, il Signore viene!

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