Perché l’America non interviene in Africa?

Una cara amica di Retorbido (Pavia), signora Riccarda Carrer, mi scrive riferendosi al mio Blog nel quale esprimevo la mia contentezza per l’elezione di Barack Obama a Presidente degli Stati Uniti: “Anch’io sono contenta dell’elezione di Obama, proprio perchè nero, proprio perchè ha realizzato il sogno di Martin Luter King. Tu dici che l’America è malvista e odiata in tutto il mondo, forse per il suo aspetto di dominatrice, di onnipotenza. Come mai però non interviene in Africa? Ora che c’è la guerra tribale? Perchè in Afghanistan e Iraq sì e in Africa no? O forse, è giusto che intervenga? Speriamo che Obama usi la sua saggezza africana!”.

E’ una domanda che mi hanno fatto anche altri lettori. Rispondo brevemente. Dobbiamo renderci conto che gli Stati Uniti d‘America, finora la massima potenza mondiale economica e militare, sono una delle poche nazioni democratiche e sostanzialmente cristiane. I paesi che si possono definire “democratici” sono 67 su circa 180 del mondo intero membri dell’Onu.  L’intervento americano è stato indispensabile nella II guerra mondiale contro nazismo, fascismo e imperialismo asiatico giapponese. In seguito ancora indispensabile per contenere l’espansionismo sovietico prima e poi anche cinese, che giunse ad avere circa trenta paesi a regime comunista nel mondo. Se la nostra piccola Europa occidentale non è finita al di là della Cortina di ferro come quella orientale si deve indubbiamente alla NATO, nata col “Patto Atlantico” (Washington il 4 aprile 1949), firmato appunto come patto di difesa e collaborazione fra Europa occidentale e USA.

Dopo il crollo del muro di Berlino (1989) c’è stato un impegnativo intervento dell’ONU in Africa, quello in Somalia che era nel caos, a cui anche l’Italia ha partecipato (1993-1995), ma il peso militare principale era sostenuto dagli Stati Uniti. Sono tornato in Somalia con l’esercito italiano nel febbraio 1994 e il paese era in pace e in ricostruzione. Ma quando nel 1995 scadeva il mandato dell’ONU, gli Stati Uniti, che avevano perso 17 marines in un colpo solo per un attentato terroristico, si ritirarono seguiti dagli altri paesi occidentali. L’Onu rimase senza forze militari, tentò di mandare caschi blu ugandesi e di altri paesi africani, ma a poco a poco la Somalia è precipitata nel caos in cui si trova tuttora, senza uno stato e col pericolo di essere dominata da estremisti islamici.

Perché oggi nessuno più interviene ad esempio in Zimbabwe, dove il dittatore Mugabe sta compiendo un vero genocidio del suo popolo? Perché l’ONU non ha forze militari proprie e nessun paese mandarebbe militari a combattere una guerra in Zimbabwe, dopo le esperienze in Afghanistan e in Iraq! Meno di tutti l’America che nelle due guerre contro il terrorismo islamico ha sostenuto il maggior peso non solo militare e di perdite di uomini (più di 4.000 in Iraq!), ma anche economico, che ha innescato il crollo del suo sistema bancario e la crisi finanziaria mondiale! Perché gli Stati Uniti sono interventi in Afghanistan e Iraq e non intervengono in Africa? Perché in quei due paesi islamici si è cercato, certamente sbagliando (almeno in Iraq), di eliminare il terrorismo di matrice islamica. In Zimbabwe o in altri paesi africani no. Se domani, Dio non voglia, si installasse la centrale terroristica di Al Qaeda in Somalia, sono convinto che anche Barack Obama interverrebbe. Che l’America sia intervenuta in Iraq per avere il suo petrolio, come a volte si dice, è ridicolo perché poteva averlo semplicemente pagandolo a prezzo di mercato mondiale, come fa anche oggi, senza fare una guerra!

Piero Gheddo

2 pensieri su “Perché l’America non interviene in Africa?

  1. Carissimo P. Piero, sono ancora riccarda, grazie della risposta. il più delle volte siamo poco informati delle reali situazioni mondiali. Beviamo tutto ciò che le televisioni ci dicono senza capacità critica. So che i nostri missionari sono quelli che vedono più da vicino le situazioni reali delle popolazioni e sono vicini alla loro gente.
    Mia mamma , 87enne, si chiede come mai non si riesca a fermare tanta vilenza e come mai c’è tutta questa libertà di distruggere (vedi in Grecia) dove si spacca tutto ciò che si incontra sul proprio cammino, recando un danno incalcolabile a persone che proprio non c’entrano nulla.
    perchè rompere tutto? non si può proprio fare nulla?
    ciao e grazie.
    riccarda

  2. Carissimo Piero, noi non ci conosciamo ma ho sentito molto parlare di Lei da Riccarda con la quale esiste un’amicizia profonda da tanti anni.
    Richi, così la chiamo io, mi ha dato la possibilità di conoscere questo sito.
    Ho letto con molto interesse i commenti che Lei ha inserito e continuero’ a farlo perchè purtroppo noi realmente non sappiamo cosa succede veramente nel mondo. Mangiamo e digeriamo cio’ che ci viene proposto dai mass media ed essendo ormai abituati a sentire spesso notizie tragiche , a volte neanche ci soffermiamo a pensare sulla gravità dell’accaduto.
    Ci aiuti a meditare su quanto succede nei paesi africani . Nel nostro piccolo paese cerchiamo di sensibilizzare i bambini , cerchiamo di far capire loro quanto sono fortunati… ma non è facile!
    Un caro saluto .
    Cristina

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