Debole la memoria del comunismo

Una notizia dell’agenzia Zenit (12 febbraio) dal titolo “I giovani devono conoscere il vero volto del comunismo” mi sembra degna di essere rilanciata e commentata. Il 10 febbraio scorso si sono riuniti a Zagabria i Cardinali e i Presidenti delle 13 Conferenze episcopali dell’Europa centro-orientale sul tema “La missione della Chiesa nei Paesi del Centro-Est europeo a vent’anni dal crollo del sistema comunista, 1989-2009”. L’incontro, il terzo di questo tipo, dopo Budapest nel 2004 e Praga nel 2007, ha rilevato l’ignoranza di molti giovani su quello che è stato veramente il comunismo nei loro paesi e “spesso risulta difficile far emergere la verità su quanto avvenne in quegli anni”, come afferma il comunicato finale dell’incontro. I vescovi hanno rilevato “quanto, ancora oggi, si fatichi a dire la verità e quanto sia forte la tendenza a tacere su ciò che accadde realmente. Il peso psicologico dell’epoca precedente accompagna ancora le nostre società”, si legge nel comunicato.  Per questo “si è evidenziata l’importanza da un lato di aiutare le nuove generazioni a conoscere la storia vera, e dall’altro di tenere desta la memoria di coloro che sono stati pronti al martirio per la fede”. Per questo si è deciso di promuovere nei vari paesi della regione diversi e articolati convegni, soprattutto di carattere storico, per portare in luce la verità sulla vita della Chiesa e dei cristiani nel periodo comunista.

Penso che anche in Italia, nell’ultimo dopoguerra, abbiamo avuto una cultura fortemente influenzata dalle politiche culturali del Partito Comunista Italiano, che ho potuto conoscere bene dall’interno attraverso amici. In questo il PCI era ammirevole e spiega quanto condizioni ancor oggi la vita italiana. Basti ricordare le polemiche sulle “foibe” dell’Istria e sulla condotta dei partigiani comunisti nella guerra di liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo e nell’immediato dopoguerra. Nessuno oggi esalta più i crimini di Stalin o di Pol Pot (quando nel 1976 pubblicai dalla SEI di Torino il volume “Cambogia, rivoluzione senza amore”, “L’Unità” mì defini “un missionario finanziato dalla CIA”), ma credo che solo la nostra Italia ha ancora due partiti che orgogliosamente si definiscono “comunisti”. Non è un segno positivo per la maturazione politica del nostro popolo.

Un avviso agli amici lettori. Questa, sera lunedì 16 febbraio, come tutti i terzi lunedì di ogni mese (ore 21-22,30), parlo a Radio Maria sul prossimo viaggio in Africa di Benedetto XVI e sulla situazione della Chiesa nel continente africano. Fra breve tempo potrete trovare il testo di questa mia conversazione a Radio Maria sul mio sito internet: www.gheddopiero.it che mi fanno gratuitamente gli “Amici di Lazzaro” associazione diocesana di Torino.

Piero Gheddo