«La vecchiaia è uno stato dello spirito»

Fra tre giorni, il 10 marzo prossimo, celebro gli 80 anni! Mi pare impossibile ma è vero. Di questo ringrazio il Signore, ma desidero anche ringraziare tutti quelli che in questi giorni mi mandano messaggi di augurio. Ne cito uno solo perché credo possa servire a tutti e anche a me, cioè noi vecchi che vogliamo ritornare giovani e i giovani che non vogliono diventare vecchi. L’amica Assuntina Morresi di Perugia (che produce il Sito internet www.stranocristiano.it) come augurio mi manda questa citazione di quanto disse nel 1945 il generale Mac Arthur ai giovani cadetti dell’Accademia militare americana di West Point, che gli auguravano un “Happy Birthday”, felice compleanno. Stava entrando anche lui negli anni “anta”:

La giovinezza non è un periodo della vita,
essa è uno stato dello spirito, un effetto della libertà,
una qualità dell’immaginazione, un’intensità emotiva,
una vittoria del coraggio sulla timidezza,
del gusto dell’avventura sull’amore del conforto.
Non si diventa vecchi per aver vissuto un certo numero di anni;
si diventa vecchi perché si è abbandonato il nostro ideale.
Gli anni aggrinziscono la pelle,
la rinuncia al nostro ideale aggrinzisce l’anima.
Le preoccupazioni, le incertezze, i timori, i dispiaceri
sono i nemici che lentamente ci fanno piegare verso terra
e diventare polvere prima della morte.
Giovane è colui che si stupisce e si meraviglia,
che si domanda come un ragazzo insaziabile:’E dopo?’,
che sfida gli avvenimenti e trova la gioia al gioco della vita.
Voi siete così giovani come la vostra fiducia per voi stessi,
così vecchi come il vostro scoramento.
Voi resterete giovani fino a quando resterete recettivi.
Recettivi di ciò che è bello, buono e grande,
recettivi ai messaggi della natura, dell’uomo e dell’infinito.
E se un giorno il vostro cuore dovesse esser mosso dal pessimismo
e corroso dal cinismo
possa Dio avere pietà della vostra anima di vecchi.

Piero Gheddo