Buona Pasqua 2009

Pasqua: in ebraico “pasuq”, vuol dire “passaggio”, migrazione, transizione da una situazione peggiore ad una migliore. Per gli ebrei ricordava il passaggio dalla schiavitù dell’Egitto alla terra promessa da Dio a Mosè per il suo popolo. Ogni anno gli ebrei celebrano il ricordo di quella Pasqua, con riti e cerimonie: il sacrificio di un agnello a Dio per ringraziarlo, il pranzo in cui si mangia l’agnello con i pani azzimi, cioè non lievitati per indicare la novità della vita nella Terra promessa, e le erbe amare per ricordare la durezza della schiavitù in Egitto; e si beve il vino nuovo, ricordando l’attesa del profeta Elia che, secondo la tradizione ebraica, tornerà di nuovo ad annunziare l’arrivo del Messia promesso da Dio al suo popolo, il Figlio di Dio che libererà il popolo ebraico dal peccato e dalla morte.

Noi cristiani celebriamo la Pasqua ricordando quella che Gesù celebrò nell’ultima Cena con gli Apostoli e la Risurrezione di Cristo che dimostra la sua divinità e ci comunica il lieto messaggio della nostra Pasqua, del nostro passaggio dalla vita terrena a quella eterna che Gesù è andato a prepararci. La Pasqua che celebriamo oggi si compirà in modo definitivo con la nostra morte terrena e il passaggio alla vita eterna nell’amore e nella gioia di Dio.

Care sorelle e cari fratelli, siamo nel campo della fede e noi chiediamo a Dio la grazia di mediare a fondo queste verità per viverle nella nostra piccola vita. Tre significati della Pasqua per la nostra vita:

1)  Il bene vince sul male. Gesù risorto è una svolta nella storia dell’umanità e nella mia vita. Ringraziamo il Signore che è venuto a salvarci. Grazie, Gesù!

2)  La Risurrezione ci dà la certezza che risorgeremo anche noi e che il bene ha vinto il male. Ecco la speranza e l’ottimismo cristiani; da cui nasce la serenità della vita. Il cristiano, se si forma ad una lettura di fede della storia umana e personale, non può mai essere pessimista, scoraggiato, abbattuto. Nella vita, è vero, si ricevono botte che lasciano tramortiti: ingiustizie, violenze, fallimenti, calunnie, malattie gravi. Ma noi sappiamo che Cristo è risorto e che risorgeremo anche noi!

3)  Per risorgere dobbiamo essere con Cristo, conoscere e pregare Cristo, amare Cristo, imitare Cristo. Il vocabolo Pasqua deriva anche da “pesah”, cioè rimettersi in piedi, risorgere, ricominciare una vita nuova. La Risurrezione di Gesù non è solo nella vita eterna è anche nella vita nostra quotidiana: quando incontriamo Cristo, incomincia per noi una vita nuova, la perenne giovinezza della vita cristiana. Ecco l’augurio che faccio a tutti i miei lettori. Che oggi incominciamo anche noi con Cristo una vita nuova.

Piero Gheddo