Come andare d’accordo con l’islam?

Nel recente viaggio di Benedetto XVI in Terrasanta come “pellegrino di pace” (8-15 maggio 2009), il fatto più rilevante credo sia stata la chiara indicazione del come andare d’accordo fra i fedeli delle tre religioni monoteiste, ebrei, cristiani e musulmani. Dopo aver detto, sull’aereo che lo portava in Giordania, che la Chiesa “non è un potere politico, ma una forza spirituale”, ha aggiunto: “Proprio perché non siamo parte politica, possiamo più facilmente, anche nella luce della fede, parlare alla ragione e appoggiare le posizioni realmente ragionevoli”. La chiave dell’andare d’accordo è appunto “parlare alla ragione e appoggiare le posizioni realmente ragionevoli”. Un discorso laico, fondamentale nel magistero di Benedetto XVI, come aveva già fatto nella “lectio magistralis” a Ratisbona (12 settembre 2006) e poi ripreso il 19 marzo scorso a Luanda in Angola, quando aveva affermato, parlando ai musulmani, che “oggi un compito particolarmente urgente della religione è di rendere manifesto il vasto potenziale della ragione umana, essa stessa un dono di Dio”.

Il Papa applica al “dialogo” fra cristiani e musulmani il discorso sull’andare d’accordo. Non un “dialogo teologico”, ma un dialogo sui problemi dell’uomo e sulla pace, basato sulla ragionevolezza della fede religiosa. Perché “religione e ragione si sostengono a vicenda, dal momento che la religione è purificata e strutturata dalla ragione e il pieno potenziale della ragione viene liberato mediante la rivelazione e la fede”. Due i temi sui quali il Papa ha insistito negli incontri con i musulmanii:

1) Primo, ha ringraziato la Giordania che concede la piena libertà di religione nel paese dove vivono circa 100.000 cristiani liberi di costruire chiese (caso unico nel mondo islamico) e persino una Università cattolica (della quale Papa Benedetto ha benedetto la prima pietra). Questo dimostra che, se c’è libertà e ragionevolezza, “lo scontro di civiltà” non è inevitabile. Ed a proposito ha evocato una “alleanza di civiltà tra il mondo occidentale e quello musulmano, smentendo le previsioni di chi considera inevitabili la violenza e il conflitto”.

2) Secondo,  la religione è ragionevolmente contro la violenza. Questa visione della religione, ha aggiunto, “rifiuta tutte le forme di violenza e di totalitarismo: non solo per principi di fede, ma anche in base alla retta ragione”. La ragione spinge a servire “il bene comune, a rispettare la dignità dell’uomo, che dà origine ai diritti umani universali”.

Il discorso tenuto ai musulmani durante la visita alla Cupola della Roccia a Gerusalemme (12 maggio), è quasi una sintesi del suo insegnamento. Ha parlato di ebrei, cristiani e musulmani che “adorano l’Unico Dio” e li ha esortati a credere “di essere essi stessi fondati su ed incamminati verso l’unità dell’intera famiglia umana. In altre parole, la fedeltà all’Unico Dio, il Creatore, l’Altissimo, conduce a riconoscere che gli esseri umani sono fondamentalmente collegati l’uno all’altro, perché tutti traggono la loro propria esistenza da una sola fonte e sono indirizzati verso una meta comune. Marcati con l’indelebile immagine del divino, essi sono chiamati a giocare un ruolo attivo nell’appianare le divisioni e nel promuovere la solidarietà umana. Questo – ha continuato il Papa – pone una grave responsabilità su di noi. Coloro che onorano l’Unico Dio credono che Egli riterrà gli esseri umani responsabili delle loro azioni. I cristiani affermano che i doni divini della ragione e della libertà stanno alla base di questa responsabilità. La ragione apre la mente per comprendere la natura condivisa e il destino comune della famiglia umana, mentre la libertà spinge il cuore ad accettare l’altro e a servirlo nella carità. L’indiviso amore per l’Unico Dio e la carità verso il nostro prossimo diventano così il fulcro attorno al quale ruota tutto il resto. Questa è la ragione per la quale operiamo instancabilmente a salvaguardare i cuori umani dall’odio, dalla rabbia o dalla vendetta”.

Papa Benedetto è veramente ammirevole, perché parla con molta semplicità e chiarezza, con parole efficaci che lasciano il segno. I suoi interventi hanno avuto un buon impatto nel mondo islamico, come rivelano la stampa della Giordania e di altri paesi arabi, che hanno riferito e commentato in modo favorevole quanto il Papa ha detto sulla libertà di religione e sulla condanna della violenza ammantata di motivi religiosi.  Il rispetto e la cordialità del mondo islamico, almeno quello dei suoi rappresentanti giordani e della stampa araba, ha confermato quanto già si sapeva. Nel mondo dell’islam, i popoli islamici sono portati ad accettare il “dialogo di civiltà con l’Occidente”. Gli ostacoli sono la strumentalizzazione politica della religione e il radicalismo religioso, terreni di coltura dell’anti-occidentalismo e del terrorismo. Ma sono tendenze dalle quali dobbiamo guardarci anche noi credenti in Cristo.

Piero Gheddo

Un pensiero su “Come andare d’accordo con l’islam?

  1. Grazie Piero per averci portato a conoscenza queste cose, non come fanno i mass media.
    La ragione, il pensare chi è l’altro e che abbiamo un unico Dio può farci fare unità.
    A me viene da pensare che chi combatte in nome della religione non usi la ragione, ma la sete di potere e di onnipotenza, mettendosi al posto di Dio.
    Tu che sei missionario, cosa ne pensi di chi rimanda indietro i profughi? Dicendo che non ci sono rifugiati politici? Il modo di portare avanti certe problematiche da parte di alcune persone mi fa tanto venire in mente il tempo dei dittatori. Ma, ………………..
    ciao
    riccarda

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