Anno sacerdotale: pregare per i sacerdoti

Il venerdì 19 giugno scorso, festa del SS. Cuore di Gesù, Papa Benedetto ha dato inizio all’ “Anno sacerdotale” con una lettera ai sacerdoti di tutto il mondo e, celebrando i Vespri in modo solenne, con un’Omelia nella Basilica Vaticana a migliaia di sacerdoti presenti. Poi si è recato a venerare in silenzio il cuore del Curato d’Ars, San Giovanni Maria Vianney (1786-1859), di cui quest’anno ricorre il 150° anniversario della morte, dichiarato ”patrono” dell’Anno sacerdotale e dei  sacerdoti. Il Papa ha così spiegato lo scopo di questo anno di preghiera e di riflessione: “La Chiesa ha bisogno di sacerdoti santi, di ministri che aiutino i fedeli a sperimentare l’amore misericordioso del Signore e ne siano convinti testimoni”. Per questo, ha invitato i credenti a chiedere “al Signore che infiammi il cuore di ogni presbitero” di amore per Gesù.
L’Anno Sacerdotale non riguarda solo noi sacerdoti, ma è una provocazione per tutti i credenti in Cristo a riscoprire il valore della vocazione del presbitero. “La nostra – ha detto il Papa – è una missione indispensabile per la Chiesa e per il mondo, che chiede fedeltà piena a Cristo ed incessante unione con Lui; esige cioè che noi sacerdoti tendiamo costantemente alla santità come ha fatto san Giovanni Maria Vianney”. Per questo il sacerdote deve “contemplare il Cuore trafitto del Crocifisso” e “lasciarsi conquistare pienamente da Cristo” per “fare di Cristo il cuore del mondo”, per rispondere cioè al disegno di Dio, che “si realizza nella storia, man mano che Gesù diviene il Cuore dei cuori umani, iniziando da coloro che sono chiamati a stargli più vicini, i sacerdoti appunto”.
Dico la verità. Mentre ascoltavo queste parole, pensavo che in quel momento Papa Benedetto parlava a me e solo per me ed ho pregato perché anch’io, nel mio piccolo, possa innamorami di Gesù lasciandomi conquistare pienamente da Lui, per poter essere uno dei tanti sacerdoti che, nella Chiesa, collaborano a “fare di Cristo il cuore del mondo”.
Cari Amici che mi leggete su questo Blog, chiedo anche a voi in quest’Anno sacerdotale non solo una preghiera per me, ma per tutti i 404.262 sacerdoti del mondo intero (dati dell’Annuario Pontificio 2009). Mentre il Papa parlava, pregava e venerava il Curato d’Ars, ho immaginato questa immensa schiera di preti presenti in ogni angolo del mondo e vi assicuro, mi sono sentito in buona compagnia. Ho ringraziato il Signore che mi ha scelto e mi ha sostenuto nei miei 56 anni di sacerdozio perché ho sperimentato quanto è bello fare il prete, quanto il Signore ricompensa mille volte le rinunzie ed i sacrifici che un giovane fa nel seguire questa via. E ricordo le tantissime testimonianze di sacerdoti secondo il cuore di Dio, che sono ancora ricordati e pregati perchè, con l’aiuto di Dio, hanno trasformato il loro popolo, l’hanno ricondotto a Dio.
Il Curato d’Ars era un giovane contadino con scarsa propensione agli studi. In seminario danno di lui questo giudizio: “Per il lavoro bene;  condotta e carattere buono e buona; per studi e scienza molto debole, non all’altezza per diventare prete”. Infatti il suo vescovo non voleva ordinarlo, ma poi un prete amico, che lo conosceva bene, insiste talmente presso la curia di Lione, che finalmente, nel 1815, il vescovo lo ordina sacerdote a 29 anni. I primi tre anni don Giovanni è viceparroco in aiuto al sacerdote che l’aveva raccomandato, poi il vescovo lo manda come parroco ad Ars, un paesino di campagna di 230 abitanti, di poco buona fama per la rilassatezza dei costumi e l’indifferenza nella fede, dicendo che comunque avrebbe fatto pochi danni. Qui, scrive un suo biografo, “opererà meraviglie e farà del povero e sconosciuto villaggio un centro spirituale del mondo cattolico”, visitato ancor oggi da milioni di pellegrini. Era un prete veramente santo, totalmente dedicato a Dio e al suo popolo. Dio si servì di un uomo così limitato per dimostrare che le grandi opere non sono da attribuire alla sapienza umana, ma alla bontà di Dio.
Ecco, leggendo la biografia del parroco di Ars, prego: “Signore Gesù, fa che tutti noi preti possiamo, ciascuno nella via che tu gli hai tracciato, essere sale della terra e luce del mondo come il Santo Curato d’Ars”. Pregate anche voi, cari amici, per questo scopo.

Piero Gheddo

Un pensiero su “Anno sacerdotale: pregare per i sacerdoti

  1. Caro padre Gheddo,

    penso di averla già inserita in un commento precedente, ma mi pare opportuno ripetere su questo post la bella preghiera per i preti composta da padre Andrea Gasparino.
    Faccio a lei ed a tutti i sacerdoti che leggono questo blog i miei più sinceri auguri che questo anno sacerdotale sia per tutti voi (ma anche per noi laici) un periodo di riscoperta della vostra vocazione e di crescita nell’imitazione e nell’adesione totale a Cristo.

    La saluto cordialmente,
    Mario Molinari

    Ricordati, signore, dei tuoi preti
    Signore, donaci dei preti nuovi plasmati su di te. Preti adatti al mondo di oggi, che resistono a tutti gli sbandamenti e a tutte le mode. Preti pieni di Spirito Santo, preti innamorati di te, dell’Eucaristia, della Parola.
    Preti spezzati alla preghiera. Preti che non guardano l’orologio quando stanno davanti a te, preti capaci di pregare di giorno e di notte, capaci come Gesù di passare anche le notti in preghiera. Preti che insegnano a pregare. Preti appassionati dei giovani, dei poveri, degli ultimi.
    Preti rotti a tutte le carità, che sanno accogliere il drogato, il carcerato, la ragazza che abortisce, l’omosessuale, la coppia sfasciata, capaci di tenerezza e di misericordia per tutte le disperazioni del mondo di oggi.
    Signore, mandaci dei preti da battaglia, umili, senza storie per la testa, umili e fedeli alla chiesa, che insegnano ad amare la chiesa, correggendo su se stessi i mali della chiesa, che si puntano il dito addosso prima di puntarlo sulla chiesa. Mandaci preti senza storie borghesi, allenati al sacrificio, che sanno parlare ai giovani di sacrificio, che vivono la povertà evangelica, che sanno dividere tutto quello che hanno con il povero.
    Mandaci preti aggiornati con una teologia dagli scarponi ferrati che sa resistere alle mode di pensiero e ai compromessi mondani. Preti che non si aggiogano al carro di chi la sa più lunga dei Vescovi e del Papa. Mandaci preti di punta, preti creativi, dal cuore grande come il cuore di Cristo, instancabili nell’insegnare, nel guidare, nei formare. Preti costanti, resistenti, tenaci.
    Mandaci preti profeti, forti e umili che non si scandalizzano di nessuna miseria umana. Mandaci preti che si sentano peccatori come noi, fedeli e fieri del loro celibato, preti limpidi che portino il Vangelo stampato nella loro vita più che nella loro parola. Signore, donaci il coraggio di chiedere preti santi e di meritarli un poco almeno con la preghiera umile, costante e coraggiosa.
    Maria, madre dei preti, madre della chiesa, aggiungi tu quello che manca a questa preghiera e presentala a Cristo per noi.
    Amen.

I commenti sono chiusi.