E'immorale nreslingere i profughi in libia?

 

    Carissimo, ti scrivo per ciò che ho letto su Misna del 2/9/09: “Immigrazione, un forte appello missionario”, dove si legge che in Libia i profughi respinti dall’Italia e da Malta sono uccisi o messi in carcere ecc. Tu avevi scritto di Gheddafi che è un uomo in gamba, che sta facendo tante cose per il suo paese, insomma, una persona che è giusta. Come mai allora ci sono queste notizie? Personalmente Gheddafi non mi piace, mi sembra un dittatore sotto tutti gli aspetti. Però non lo conosco e quindi potrei sbagliarmi. Il fatto però che Berlusconi abbia stretto una amicizia così forte (le frecce tricolori in Libia!?!?) mi fa un po’ pensare….in negativo.

    Da parte del nostro Governo è immorale ciò che si sta facendo con gli immigrati, ma  è anche vero che non possiamo ospitare tutti e che il problema è davvero difficile da risolvere. C’era stata una proposta per fare qualche cosa nei paesi stessi da dove scappano, però penso sia un’impresa assurda e non fattibile. Come conosci Gheddafi e la Libia per parlare di loro così bene? Scusa se ti contraddico, ma vorrei proprio sapere come consideri questi fatti. Questo non significa che non ti voglia bene e che non ti ritenga sempre il mio amico. Ciao,

                                                        Maria Riccarda Carrer, Retorbido (Pavia)

 

 

Carissima Maria Riccarda,

                          grazie della lettera a cui rispondo ben volentieri. Intanto non ho mai scritto che Gheddafi è un “uomo giusto”, ma solo che sta facendo buone cose per il suo popolo e lo confermo. Mi chiedi come Gheddafi tratta i profughi respinti. Non lo so, ma immagino che siano veri i trattamenti brutali a cui la sua polizia li sottopone! Però ripeto non lo so. Ho solo visto (nel 2006) che tratta umanamente quelli che arrivano in Libia dal deserto del Sahara, a 900-1000 km. da Tripoli. La Libia è estesa sette volte l’Italia e con soli 5,5 milioni di libici! Ha bisogno di mano d’opera straniera, specialmente oggi che sta sviluppandosi bene. I profughi dall’Africa nera lavorano a Sebha (città nuova di 80.000 abitanti nel deserto) e nelle regioni circostanti. Da una ventina d’anni le terre desertiche sono messe a coltivazione perchè si tira su l’acqua da 700-800 metri o più di profondità (sotto il Sahara c’è un mare d’acqua dolce!). Gli africani sono buoni lavoratori, si adattano a fare tutti i mestieri, sono pagati e trattati bene. Almeno nel sud della Libia dove sono stato col padre padovano Vanni Bressan, che è anche parroco e medico nel locale ospedale.

    Il motivo di questo trattamento umano l’ho spiegato nei miei articoli; vedi il mio sito internet: www.gheddopiero.it, all’icona “Speciali” ci sono tutti gli articoli che ho scritto sulla Libia.

 

    Se i profughi africani si fermassero nel Sud della Libia o anche nel Nord e continuassero a lavorare e guadagnare (padre Bressan riesce a fermare acune famiglie), credo che non ci sarebbero problemi. Come fanno due milioni circa di egiziani e un 50-100.000 tunisini, anch’essi profughi dai loro paesi in Libia. Il problema nasce quando, dopo 3-4-5 anni di lavoro, i neri vogliono venire in Italia e in Europa. Io stesso, pregato da padre Bressan, ho tenuto due conversazioni in inglese e francese ai profughi africani, dicendo loro: “L’Italia è invasa dai profughi anche dall’Eropa dell’est, dall’Asia e dal Medio Oriente. Non possiamo accoglierli tutti. Fermatevi qui dove vi stimano e vi ricompensano per il vostro lavoro”. Ma loro rispondono: “Non possiamo fare la vita fra i musulmani, che abbiamo già sperimentato nei nostri paesi. Qualche anno di lavoro sì, ma una vita intera no”. E vengono o tentano di venire in Italia….

 

    Secondo problema, cara Riccarda. Il governo italiano è immorale perché respinge i profughi. I governi italiani da molti anni, compreso quello di Prodi, cercano di convincere l’Europa ad interessarsi di questi clandestini, distribuendo i profughi fra i 27 paesi dell’Europa comunitaria. Ma i paesi che non sono sul Mediterraneo finora non sono propensi a ricevere i clandestini.  Adesso pare che qualcosa incominci a muoversi, penso anche perché l’Italia ha deciso fermamente di rimpatriarli. Se noi accogliessimo tutti quelli che vogliono venire, sarebbero milioni e milioni e milioni….

    E poi, lasciami dire, la Spagna di Zapatero è molto più severa dell’Italia, rimpatria i clandestini dall’Africa e ha addirittura sparato sui marocchini che volevano entrare nelle enclaves africane spagnole di Ceuta e Melilla. Ma nessuno protesta, nemmeno in Spagna. E quando l’on.le Giorgio Napolitano, nel 1996 ministro degli interni nel primo Governo Prodi, aveva rimpatriato o respinto i profughi clandestini dall’Albania….nessuno protestava. Come mai adesso si protesta? Sono d’accordo anch’io nel dire che questo è disumano (e mi fa male vedere gli africani tornare in Libia!), ma chiedo: quale alternativa abbiamo? Nessuno lo sa e nessuno lo dice.

    Dire che dobbiamo aiutarli a casa loro affinchè non vengano clandestini da noi è un modo per lavarsene le mani. Chi libera la Somalia dagli estremisti islamici e dalla guerra civile che infuria da quasi vent’anni? Chi libera l’Eritrea e l’Etiopia dalle due dittature comuniste in cui i due popoli si trovano ingabbiati? Chi libera il Sudan dal governo responsabile del genocidio in Darfur e dall’oppressione dei neri nel Sud Sudan? Chi libera il Ciad dalla guerra civile in atto, con alterne vicende, chissà da quanto tempo? Chi libera la Nigeria dalla maggioranza numerica islamica sempre più oppressiva dei cristiani? E potrei continuare.

 

    Cara la mia Riccarda, cosa vuoi che ti dica. Ho scritto che Gheddafi fa bene per il suo popolo. Non c’è dubbio, o almeno fa meglio di come si poteva temere, dati i suoi trascorsi. Fino al 1986 finanziava i kamikaze palestinesi e gli estremisti islamici ovunque. Poi, dopo le bombe di Reagan sulle sue sei “tende” (residenze), è stato intelligente ed ha cominciato ad usare i soldi del suo petrolio per fare scuole, case popolari, coltivazioni nel deserto, ecc. Ha costruito scuole e vi ha mandato le bambine e le ragazze all’università, ha aperto le porte all’Occidente e oggi in Libia vedi molti industriali e tecnici italiani, francesi, inglesi, spagnoli, addirittura americani, come non vedi in nessun altro paese islamico, eccetto che negli Emirati arabi che sono sulla linea di Gheddafi. Fra l’altro il despota libico controlla l’islam locale in vari modi, affinchè non diffonda l’odio verso gli occidentali e i cristiani. Ad esempio, manda a tutte le moschee il testo da leggere nell’istruzione religiosa del venerdì (preparato da un comitato di religiosi a Tripoli) e gli imam che aggiungono o tolgono qualcosa sono dimessi, perdono il posto.

 

     Io preferisco questo secondo Gheddafi al primo. E’ un dittatore, lo so, soprattutto lo sanno i libici che si oppongono al suo potere assoluto, con i quali non ha la mano leggera. Però, secondo molti che vivono in Libia da anni, Gheddafi è il meglio o il meno peggio in questa situazione di arretratezza culturale e scolastica del suo popolo. Fa ancora discorsi rivoluzionari e dichiarazioni anti-occidentali, ma ha rinunziato alla bomba atomica e al nucleare, sta evolvendo il popolo dandogli scuole, televisioni (quella italiana la vedono tutti), internet, turisti e tecnici occidentali, chiamando suore cattoliche e 10.000 infermiere cattoliche (filippine e indiane soprattutto) per la sua sanità, perché ha costruito buone strutture sanitarie, ma non ha ancora medici e infermiere locali! Cambiando il popolo, domani si potrà anche sperare in passi avanti verso la democrazia.

     Sinceramente, sono contento che Berlusconi abbia concluso bene il processo di alleanza con la Libia, già iniziato dai governi Prodi e D’Alema. Non solo per i nostri interessi economici, ma perché con il miliardo e 300 milioni di musulmani nel mondo e la trentina di paesi in cui l’islam è la maggioranza, nei quali l’avversione e l’odio verso l’Occidente cristiano sono comuni, l’unica alternativa alla guerra è il dialogo e l’accordo, anche mandando giù bocconi amari!

 

     Carissima Riccarda, scusami questa chiacchierata a ruota libera, ma la tua lettera mi spinge a rispondere anche per tutti gli amici lettori di questo Blog. Grazie e Dio vi benedica tutti. Tuo padre

                                                                                Piero Gheddo