Cartoline dall'Algeria

Un bell’esempio di dialogo interreligioso, esercitato con un certo successo (il “dialogo di vita”, non quello teologico), si sta svolgendo in Algeria, paese tormentato da una strisciante guerra civile e da atti di terrorismo che rendono difficile lo sviluppo del paese. I cristiani algerini sono solo poche decine in tutto, in un paese esteso sette volte l’Italia con 36 milioni di abitanti, ricchissimo di risorse naturali, ma bloccato nel suo sviluppo dall’instabilità politica e con più del 30% di analfabeti. Vi sono alcune migliaia di cattolici fra i tecnici e i lavoratori del petrolio nei pozzi del deserto
Nei primi tempi cristiani, com’è noto, l’Algeria era cristiana, nei tempi moderni i Padri Bianchi (“Missionari d’Africa”) del Card. Carlo Marziale Lavigerie (1825-1892) arcivescovo di Algeri, hanno rifondato la Chiesa in Algeria, che oggi è presente con quattro diocesi: Algeri, Costantina, Orano e Laghouat-Ghardaia. Dietro invito del vescovo di quest’ultima, “la diocesi del deserto del Sahara”, i missionari del Pime hanno assunto la parrocchia di Touggourt, dove risiedono anche le Sorelle del beato padre De Foucauld. Padre Silvano Zoccarato, già missionario in Camerun per trent’anni, è presente dal 2006 ed oggi con due giovani sacerdoti missionari, Emanuele Cardani (della diocesi di Novara, associato al Pime) e Davide Carraro.
Padre Silvano, dopo tre anni passati in una cittadina islamica tradizionale, pubblica un piccolo libro di notevole forza espressiva sulla sua ancor breve esperienza di vita fra i musulmani algerini: “Cartoline dall’Algeria”, Pime, Milano 2009 (pagg. 64, 5 Euro). Non il racconto organico della sua esperienza, ma quasi piccoli Blog che raccontano la sua giornata, gli incontri con la gente, la visita ai capi islamici e alle famiglie, l’insegnamento del francese e dell’italiano a giovani desiderosi di conoscere e di imparare, le Sante Messe all’alba con tre-quattro suore del Beato De Foucauld, anch’esse presenti a Touggourt nella casa dove venne fondata la loro congregazione. Pagine di sapienza evangelica nel deserto del Sahara, vivendo con un popolo accogliente e disposto al dialogo e all’aiuto, naturalmente senza poter annunziare chiaramente Gesù, il Vangelo, il cristianesimo e meno che mai la “conversione” a Cristo, per non correre il rischio di essere accusato ed espulso per “proselitismo”.
Silvano viene dal Camerun, dove ha sperimentato per trent’anni le gioie a volte piene ed esplosive della vita missionaria, fra popoli che accolgono Cristo e si lasciano conquistare dal Vangelo, manifestando apertamente anche con canti e danze travolgenti l’entusiasmo per il dono della fede ricevuta. Giunto in Algeria sta sperimentando un altro tipo di presenza missionaria fra i non cristiani ed ha, come dire, l’umiltà e la flessibilità di accettarlo con semplicità e con gioia, senza rimpiangere il passato. Lui sa, e lo racconta in queste “Cartoline dell’Algeria”, che anche il seme gettato nel deserto (del Sahara) produce buoni frutti per opera dello Spirito Santo.
Un grande insegnamento per tutti noi, sacerdoti, suore, diaconi, operatori pastorali nell’ Italia secolarizzata che vive come se Dio non esistesse. Siamo tentati di scoraggiamento, depressione, abbandono, ci pare di essere inutili. Un parroco un giorno mi diceva: “Che ci sto a fare fra questo popolo? Ho tentato di tutto e quasi nessuno mi segue!”. Anche Silvano ha avuto questi dubbi e tentazioni, però ha sperimentato che la fede nell’azione misteriosa ma reale dello Spirito Santo gli dà serenità e gioia per continuare nella sua missione. La sua vita è preghiera, studio, accoglienza, relazioni, amicizie e aiuto vicendevole con la gente di Touggourt. Infine “il dialogo della vita” e poco più. Dice di sentire “il richiamo ad una preghiera più profonda” e fa tutto quello che può in quella situazione, lasciando allo Spirito di fare il resto.

Piero Gheddo

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