«Noi musulmani siamo spontaneamente missionari»

Padre Gheddo è in ospedale, convalescente dopo un intervento chirurgico. Per alcuni giorni, dunque, non potrà aggiornare questo blog. Chiede ai suoi amici lettori di accompagnarlo con la preghiera.

———————————

Nel 1982 a Lahore, capitale del Punjab in Pakistan, ho incontrato dai missionari di Mill Hill di cui ero ospite un docente islamico laico della famosa Università islamica (la più antica nell’islam dopo quella del Cairo), il prof. Kausar Jatoi. Gli chiedo perché l’islam ha così poche società e associazioni missionarie, mentre cattolici e protestanti ne hanno molte. Eppure l’islam si diffonde molto più facilmente del  cristianesimo. Risponde: “Noi musulmani siamo tutti spontaneamente missionari, perché abbiamo un senso profondo della nostra identità e della bontà dell’islam. Non abbiamo bisogno di missionari “professionisti”. Tra voi cristiani non c’è entusiasmo per la vostra fede, la vivete come un fatto privato personale, quindi avete prodotto molti organismi e istituti missionari, inviati  anche nelle regioni islamiche per convertire i musulmani a Cristo. Questo, diceva, indica chiaramente che la religione cristiana è straniera in Asia”. E insisteva su questo concetto: “Noi non abbiamo i “missionari” stranieri, le conversioni all’islam avvengono attraverso il commercio e l’emigrazione di credenti in Allah. Inoltre l’islam crea una forte comunità fra i credenti, che protegge, sostiene e accompagna; voi cristiani siete individualisti e la comunità dei credenti in Cristo esiste solo quando andate in chiesa, poi ciascuno va per conto suo”. Naturalmente ho ribattuto dicendo che il cristianesimo, specialmente oggi, è una libera adesione alla fede, mentre l’islam è una costrizione, una violenza sull’individuo. In parte Jatoi mi dà ragione ma aggiunge: “Voi mettete in primo piano l’individuo, noi la comunità e senza il sostegno di una comunità, di una famiglia, è molto difficile mantenere viva la fede”.
Ho ritrovato in questi giorni gli appunti di quella conversazione. Oggi la situazione è molto cambiata anche per l’islam, ma quelle vecchie carte mi fanno riflettere. La Giornata Missionaria Mondiale che si è celebrata domenica 18 ottobre, in tutte le parrocchie cattoliche del mondo (o almeno lo spero), ha anche questo significato: ricordare ai battezzati e credenti in Cristo che il battesimo è la consacrazione di una vita alla fede in Dio e l’impegno di testimoniare, cioè di annunziare Cristo con la propria vita, e quando è possibile e opportuno anche con la parola. Insomma, anche tutti noi dovremmo essere “spontaneamente missionari”

Piero Gheddo