Clausura e missione le due frontiere estreme della Chiesa

     Cari amici del Blog “Armagheddo”, eccomi ancora a voi dopo la lunga avventura all’ospedale Gemelli, di cui ho già ampiamente scritto il 29 ottobre scorso. Tornato alla casa del Pime di Roma in quel giorno, oggi ringrazio il Signore che mi ritrovo rimesso in salute, anche se non ancora pienamente in forze. Ma nella visita di controllo alcuni giorni fa in ospedale, il prof. Antinori mi ha assicurato che tutto va bene e posso continuare la mia vita attiva di prima. Mi ha raccomandato di procedere con calma e sempre ricordando che non ho più 50 o 60 anni, ma 80! E’ quello che cercherò di fare con l’aiuto di Dio. Ringrazio il Signore e voi tutti che avete pregato per me e mi avete scritto anche il vostro augurio su questo Blog.

     Tra pochi giorni, sabato 21 novembre prossimo, ritorna la “Giornata pro orantibus”, cioè per i monaci e le suore di clausura che hanno il compito specifico della preghiera e della contemplazione. Invito tutti a pregare (e ad aiutare) per queste sorelle e fratelli che hanno ricevuto da Dio una chiamata così nobile e difficile, di consacrare la propria vita, nel nascondimento di un monastero, per mantenere alto nella Chiesa il tasso di spirito orante e contemplativo: senza questa “benzina nel motore”, la Chiesa e lo stesso mondo sarebbero molto più lontani da Dio di quanto non sono oggi.

     Come forse già sapete, ho avuto la fortuna di entrare presto (a 12-16 anni) in contatto con un convento di clausura femminile, “Betania del Sacro Cuore” di Vische (Torino); e poi, all’inizio degli anni settanta, il buon Dio ha messo sulla mia strada le Suore Adoratrici perpetue del SS. Sacramento di Seregno (Milano). Due frequentazioni che hanno segnato profondamente la mia esistenza. Qualche anno dopo ho iniziato a mandare in omaggio a tutti i conventi di clausura in Italia (più di 500, secondo l’indirizzario che ricevo dal loro Segretariato) la rivista che dirigevo “Mondo e Missione” e tutti i miei libri, sempre accompagnandoli con una lunga lettera in cui racconto le mie visite alle missioni e chiedo preghiere per i missionari e le giovani Chiese.

    E ho visitato tanti, davvero molti, conventi di clausura, ricevendone stimoli per ricostruire sempre nel mio spirito quella “cella dell’amore a Cristo”, dove il Signore Gesù mi illumina, mi riscalda, mi rasserena, mi commuove, mi esalta nel cammino verso la vita che non ha fine. E quando visito i missionari dico sempre: “Non vi porto molti aiuti, ma solo quel che ho ricevuto; però vi assicuro della preghiera di centinaia e centinaia di sorelle di clausura italiane, che pregano per voi”. Un missionario del Bangladesh mi ha detto: “Padre Piero, questo è il più grande regalo che puoi farci. La grazia di Dio è l’unica forza che può portare gli uomini a Cristo”.

      Più volte ho scritto che, secondo me, i missionari e le suore di clausura sono le frontiere estreme della Chiesa, perché rappresentano quello che tutti i credenti in Cristo dovrebbero essere: concentrati nella preghiera e nell’amore a Cristo e con “un cuore grande come il mondo”, interessati e proiettati verso tutti i popoli e le culture per annunziare Cristo e fondarvi la Chiesa. E’ il messaggio che lascio a voi tutti, cari amici di “Armagheddo”: non chiudiamoci mai in noi stessi. Possiamo superare le nostre debolezze e sofferenze solo donandoci a Cristo e al nostro prossimo vicino e lontano. Ma la giornata “Pro Orantibus” ci invita anche a pregare e ad aiutare (quanti conventi vivono in una commovente povertà!) le nostre sorelle e i fratelli di clausura, che pregano per noi e per tutta l’umanità.

     Nota bene. Questa sera, lunedì 16 novembre, dalle 21 alle 22,30, parlo a Radio  Maria, come tutti i terzi lunedì del mese alla stessa ora, sul tema: “Perché la missione alle genti è urgente sopratutto oggi”.

 

                                                                                     Piero Gheddo

2 pensieri su “Clausura e missione le due frontiere estreme della Chiesa

  1. Bentornato! E ti vedo in forma. Anche nella nostra parrocchia (siamo due parrocchie in unità pastorale) abbiamo due Sorelle in clausura, assicuriamo preghiere. ciao e grazie.
    riccarda

  2. Caro Padre Gheddo,
    Ho ascoltato con interesse il suo intervento a Radio Maria ieri sera. Sono felice che si sia rimesso in salute.
    Davide

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