Ancora sui musulmani in Italia

                                

 

          L’8 gennaio scorso ho pubblicato il Blog “E’ possibile integrare i musulmani in Italia?” e ringrazio chi mi ha scritto e telefonato. Terminavo dicendo che “una soluzione forse esiste”. Ho parlato con un mio confratello che conosce l’Islâm molto meglio di me, il dott. padre Paolo Nicelli: ha vissuto una decina d’anni in missione di cui cinque a Mindanao (sud delle Filippine) fra i musulmani e poi ha fatto studi universitari sull’Islâm pubblicando alcuni volumi. Cito l’ultimo che mi pare significativo per il nostro tema: “Islâm e modernità nel pensiero riformista islamico” (San Paolo 2009, pagg. 276, Euro 19,00), volume non facile, perché l’Islâm è una realtà complessa e non monolitica. Il libro rappresenta una profonda lettura del mondo musulmano attuale con tutte le sue tendenze e correnti.

         Padre Nicelli pensa che il mio Blog è “interessante e realista” e pone il problema di fondo: “Qui in Italia la maggioranza dei musulmani vogliono rimanere e non se ne vogliono andare, perché hanno trovato quelle opportunità di vita e di libertà che a casa loro non gli venivano garantite. Questi immigrati musulmani sono le prime vittime dell’intolleranza e della violenza da parte di istituzioni o di poteri che non sono rispettosi della persona umana e dei suoi diritti”.

       Secondo padre Nicelli, “Il tema dell’integrazione deve essere accompagnato da una seria applicazione della legge sull’immigrazione, che preveda i rimpatri per gli extracomunitari, musulmani e non, che sono illegali o che dimostrano con le parole e i fatti delle posizioni anti-occidentali e anti-europee. Tali persone non vogliono realmente integrarsi in un sistema democratico, perché non ne riconoscono i valori di fondo. Mi riferisco qui in Italia a coloro che, non rispettando e non riconoscendo le nostre leggi e i nostri valori italiani, vogliono riprodurre in tutto gli stili di vita e le leggi dei loro paesi d’origine. Il problema tocca anche il tema dell’educazione scolastica (vedi il caso di via Quaranta a Milano)”.

       “Una situazione permissiva da parte di gruppi e istituzioni italiane verso questo atteggiamento, ha in passato creato e crea tutt’oggi ulteriori problemi contro l’integrazione sociale, culturale e religiosa, perchè più che integrare i diversi gruppi in una realtà culturale, presente da millenni in Europa e in Italia, genera ghetti all’interno delle grandi città europee. Tuttavia, la sola applicazione della legge non è sufficiente per garantire l’integrazione. Si rende necessario un progetto educativo che, partendo dalla persona, dai suoi bisogni e dalle sue aspirazioni, favorisca l’incontro tra gruppi diversi, nel rispetto della dignità umana”.

       “La soluzione del conflitto tra Islâm e modernità, – continua padre Nicelli – può avvenire solo a partire da un giudizio di valore che rompa con l’integralismo islamico e l’eccessiva autoreferenzialità. Questo sarà possibile attraverso una nuova interpretazione della stessa tradizione islamica, più spirituale e meno giuridico-politica, che tenga conto dei valori e delle tradizioni europee. In questo senso, è necessario che i musulmani rispondano sinceramente alle seguenti domande fondamentali: è possibile rimanere fedeli al messaggio di Dio in un mondo moderno, che in senso positivo promuove lo sviluppo tecnologico e il progresso scientifico, ma in senso negativo lo fa svilendo la dignità della persona umana e relegando la religione a un fatto privato? La modernità è compatibile con la fedeltà alla rivelazione divina? Tali domande propongono un lavoro di verifica personale e comunitaria, evidenziando il senso identitario musulmano assieme a un lavoro di autocritica della propria storia. Un’autocritica positiva che coinvolga anche il vissuto religioso, ponendo la persona umana, i suoi bisogni, ma ancora di più la sua dignità al centro di ogni vera riforma della tradizione”.

       “Oggi in Iran, personaggi autorevoli quali Khatami, il defunto Montazeri, Soroush e i leaders dell’opposizione al regime degli Ayatollah lo stanno facendo a prezzo della loro stessa vita. In Iran c’è un popolo che dice basta alle interpretazioni fondamentaliste della tradizione e delle scuole di pensiero giuridico. Essi chiedono una riforma politica, sociale e religiosa che tenga conto del desiderio di libertà e di democrazia; chiedono di vivere da musulmani in un mondo moderno, dove la persona umana abbia il suo riconoscimento e i suoi spazi democratici. E qui che il messaggio spirituale dell’Islâm e quello del Cristianesimo possono insieme collaborare per favorire l’integrazione, se vissuti in un contesto di dialogo-confronto circa il tema della verità su Dio, sulla persona umana e nel perseguimento del bene comune. A partire dalle generazioni che verranno formate a questo dialogo-confronto si verrà a creare un nuovo «meticciato pluralistico», attraverso cui potranno essere sconfitti gli integralismi di ogni genere. Io ho speranza che questo avvenga, perchè ne vedo, anche se in misura ancora insufficiente, i segni evidenti”.

 

          Padre Nicelli, pensa che “sotto l’influsso della modernità e della testimonianza delle comunità cristiane anche i musulmani europei potranno cambiare. Per noi cristiani occidentali, il punto in questione è quindi quello di porci due domande fondamentali: siamo ancora capaci di testimoniare la nostra fede? Siamo cioè capaci di vivere da cristiani nel mondo moderno e testimoniare a chi non è cristiano quanto Cristo ha vinto il pregiudizio e la violenza, incontrando nella carne l’uomo bisognoso di redenzione e di salvezza? Dalla risposta a queste domande dipenderà tutto il dialogo-confronto con i musulmani. Più ancora, dipenderà il futuro dell’integrazione in Europa e in Italia.”

 

         Mi ritrovo anch’io in queste parole, ma ci vorrà tempo, molto tempo per una religione-cultura come l’islam che non ha un’autorità centrale ed è diventata identitaria per un miliardo e 300 milioni di persone! Ma “come integrare i musulmani nella società italiana” è un problema che in Italia si pone oggi. In un prossimo Blog parlerò di un’altra soluzione molto concreta e immediata, anche se ipotetica quanto alla sua applicazione.

 

                                                                                    Piero Gheddo