Disumane le culture pre-cristiane?

                       

 

      Nel 1970 ho visitato in Messico e Guatemala i luoghi dove è fiorita la civiltà dei maya, uno dei popoli che la conquista coloniale del 1500 ha sottomesso alla Corona di Spagna e poi convertito al cristianesimo. Con il superiore dei Comboniani messicani, che era alla ricerca di una missione fra gli indios, abbiamo visitato alcune diocesi dei due stati di Yucatan e Chiapas e le rovine e piramidi maya a Chicen-Itza, Uxmal, Palenque, Tikal nella giungla tropicale; e ammirato i resti dell’arte maya nei musei di Mérida e di Campeche. Mi era rimasto un alto concetto di questa grande civiltà ormai scomparsa.

 

     Non so se avete visto il film “Apocalypto”, prodotto dal famoso attore Mel Gibson (quello del film “La Passione”), che racconta com’era la civiltà dei maya prima dell’incontro con i conquistadores spagnoli. Credo dia un’idea molto precisa di com’era la vita quotidiana nella civiltà maya, che viene considerata la più raffinata delle culture americane pre-ispaniche. I critici concordano nel dire che il film è eccessivo nella descrizione di corpi sventrati, cadaveri fatti rotolare dalle gradinate delle piramidi o dei templi, cuori estratti da corpi appena uccisi e divorati o offerti alle divinità, scene di violenza e di crudeltà quotidiane comunemente accettate come costume tradizionale. Eppure, questa era la realtà di una civiltà non ancora addolcita dall’incontro col messaggio del Vangelo e dall’esempio di Cristo.

 

     In questi giorni mi è capitato fra le mani il fascicolo di una rivista cattolica che racconta in breve l’evangelizzazione dei popoli latino-americani e condanna i missionari che hanno distrutto le culture locali, citando e quasi rimpiangendo le culture inca, maya, atzeca. La cultura moderna ha idealizzato le “culture” tradizionali dei popoli, immaginando un mondo paradisiaco, prima che la conquista europea portasse la guerra, la violenza, la schiavitù, i massacri di popolazioni inermi.

 

     La realtà è ben diversa da questo luogo comune del “politicamente corretto”. Come documentano numerose ricerche storiche recenti (dalle quali è tratto il film “Apocalypto”), queste culture pre-ispaniche dell’America latina praticavano religioni che prescrivevano sacrifici umani agli dei del loro Olimpo e in quelle società la vita quotidiana si esprimeva in numerose violenze disumane sull’uomo e sulla donna. D’altra parte, i sacrifici umani erano largamente diffusi nelle civiltà pre-cristiane in qualsiasi continente. Civiltà che hanno raggiunto alti livelli di arte, filosofia, poesia, architettura, pittura, artigianato, ingegneria, ma la singola persona umana non aveva in sé alcun valore, era semplicemente uno dei tanti elementi del mondo creato. Nelle civiltà pre-cristiane esistevano varie forme di solidarietà familiare, tribale, nazionale, ma la solidarietà verso il prossimo, tutto il prossimo, non era mai universale.

     Nella stessa grande civiltà romana era riconosciuta la dignità del “civis romanus” (cittadino romano), ma non egualmente quella della donna, degli schiavi, dei nemici di Roma. Nel Colosseo, per divertire la plebe romana, i gladiatori combattevano e si ammazzavano, i cristiani venivano divorati dalle belve e i bambini minorati venivano buttati dalla Rupe Tarpea. Questi concetti, cioè il valore assoluto di ogni persona umana (da cui discendono i diritti dell’uomo e della donna) e l’uguaglianza di tutti gli uomini, da cui è nata la civiltà moderna e la “Carta dei Diritti dell’Uomo” dell’Onu, nella storia dell’umanità li ha portati solo Cristo. Il cristianesimo ha dato dignità e valore assoluto ad ogni persona umana ed è stato il grande motore del vero “umanesimo”. E se il cristianesimo arretra nelle nostre società “post-cristiane”, come vorrebbero i nostri laicisti, questo ci porta ad uno stato di barbarie, che pensavamo di aver superato. Insomma, la nostra storia, dopo duemila anni di cristianesimo, sembra aver innescato la marcia indietro!

                                                                                                  Piero Gheddo

 

 

5 pensieri su “Disumane le culture pre-cristiane?

  1. Mi nasce una domanda: nel cuore dell’uomo, allora, non c’è naturalmente la generosità, la giustizia, la solidarietà, il rispetto per l’altro, ecc.?
    Gli animali si fermano quando si accorgono che l’altro è più forte, quindi noi siamo peggiori degli animali? e dove sta la nostra superiorità nel creato?
    Anche la Bibbia ci parla di sacrifici umani, (vedi Abramo) era la cultura di allora?
    riccarda

  2. Provo a dire la mia. Dio ha creato l’uomo libero ossia con una coscienza che sa che esiste un bene e un male. La capacità di distinguere effettivamente tra bene e male e di fidarsi di Dio è stata rovinata dal peccato originale. Questo spiega tanti fatti della storia vicina e remota: le guerre, le violenze, le incomprensioni. Ma anche i tanti segni di amore e coraggio di cui è piena la storia. Le filosofie atee che rifiutano il peccato originale cadono in due opposti errori. Alcuni esaltano l’uomo naturale non rovinato dal progresso (occidentale, di cui la Chiesa fa parte!) e cadono nel mito del buon selvaggio (film come Pocahontas, Balla coi lupi o Avatar sono tipici esempi di questo, senza polemica). Dall’altra parte vi sono quelli che demonizzano l’uomo attribuendogli una inclinazione al male irrimediabile a differenza degli animali che sarebbero naturalmente “buoni”. Vi sono poi quelli che esaltano incondizionatamente l’uomo tecnologico quasi divinizzandolo. In sostanza: se Dio non c’è allora siamo noi dei (oppure demoni).
    Tutte queste esagerazioni, figlie dell’ateismo, provocano le aberrazioni ideologiche cui assistiamo tutti i giorni ascoltando il TG (si difendono gli animali e contemporaneamente si uccide l’uomo; si difendono gli stranieri e contemporaneamente si uccidono i malati).
    Usando le tue parole: nel cuore dell’uomo c’è naturalmente sia il bene (instillato da Dio) che il male (suggerito dal diavolo) e la strada verso il bene consiste nel riuscire a scoprire che “Dio ha fatto bene ogni cosa”, nel ricordarsi che il mondo è “creato da Dio” ed è bello in quanto opera del suo amore e non per se stesso. Questo è, credo, il succo della “Buona Notizia”.
    Le società pre o non-cristiane (quella romana, i Maya, la Cina e tantissime altre, anche di oggi che qui non cito solo per evitare polemiche ma tu mi capisci) non conoscono un Dio buono che muore per l’umanità. Si spiega così il fatto che tali società per quanto abbiano raggiunto progressi tecnici hanno mantenuto una scarsissima considerazione per la persona. Se il bambino, la donna, lo schiavo, il povero, il malato, lo straniero, non sono creature di Dio come me allora posso rifiutarli, scartarli, ucciderli in quanto non hanno dignità.
    La Bibbia racconta la storia dell’umanità seguendo quella di Israele. Dunque riporta anche i sacrifici umani (e varie altre nefandezze peggiori…) da cui Israele si è a poco a poco liberato proprio grazie alla sua conoscenza di Dio. Abramo vive nel 3.000 a.C. e gli europei arrivano in America nel 1500 d.C. Dunque, senza Cristo, gli “Americani” facevano sacrifici umani ancora 4.500 anni dopo. Tante altre leggi e usanze orrende si possono ritrovare nelle società non-cristiane. Se col Cristianesimo sono finiti i giochi gladiatorii un motivo ci sarà. Anche se non è bello né gratificante forse sarebbe utile leggere la storia della Cina, del mondo arabo, dell’America precolombiana, del Giappone, … E, per contrasto, ristudiare i fondamenti del nostro mondo occidentale: ho trovato in libreria una nuova biografia di S.Benedetto e me la sto godendo un paio di pagine tutte le sere.
    La nostra superiorità nel creato sta nel fatto che possiamo arrivare a sapere che Dio ci ha voluti, si fa conoscere e ci chiama a fare il bene: tutto qui. Forse sembra poco ma, in realtà, questo cambia tutto.

  3. Mi spiace a dirlo ma è pur vero che l’evangelizzazione sia stata fatta anche e troppo spesso con la spada anzichè con il Verbo. Mi sembra fuorviante negare il genocidio perpetrato ai danni delle genti native del Sud quanto del Nord America. Per non parlare di quanto venne fatto reciprocamente tra Saraceni e Crociati…
    Gli Spagnoli con i Conquistadores organizzavano spettacoli circensi nei quali facevano sbranare gli indios dai cani (esattamente come i Romani fecero con i primi Cristiani al Colosseo un millennio e mezzo di anni prima !) e spesso il simbolo esibito in tali spettacoli, spiace a dirlo, fu la Croce.
    A seguito della Conquista spagnola la popolazione indigena del Perù si ridusse drasticamente da circa 32 milioni di persone nel 1520 a solo 5 milioni nel 1548, anche se la maggior causa di lutti furono le malattie importate, letali per gli indios che non avevano alcuna difesa.
    E’ vero che le civiltà andine, ORAMAI ORGANIZZATE sotto IMPERI, mostravano aspetti molto cruenti ai danni delle popolazioni vinte ma anche Carlo Magno a capo del Cristianissimo Sacro Romano IMpero si comportò forse secondo i dettami di Carità ispirati dal Vangelo verso i popoli sconfitti ??
    E’ necessario ammettere che tali pratiche appaiono purtroppo in diverse fasi degli Imperi e non è tanto l’uno o l’altro simbolo assunto dal Potere che rende immuni le Istituzioni umane dall’uso della violenza gratuita. Se si dimentica ciò significa ancora una volta cedere alle lusinghe del Mito ed oggi è pur vero che ci sarebbe molto da dire sul “Progresso” e la “Fede nel Tecnicismo” mentre gli ecosistemi planetari vanno via via rarefacendosi cancellando le speranze per le generazioni future.
    Sarà pur vero che quanto decrisse Gibson nel celebre film “Apocalypto” abbia avuto più che un fondo di verità nel confutare il mito del “Buon selvaggio” ma altrettanto Gibson, viveva negli Stati Uniti dell’allora presidente cattolicismo Bush i quali con Guantanamo ed i bombardamenti su Falluja sono stati distanti anni luce da ciò che predica la lettura dei Vangeli ed il rispetto della dignità umana.
    Adesso dire che sia stato solo Cristo a portare alla Carta dei Diritti Umani dell’Onu mi sembra un po’ una visione a senso unico perchè si ignora ciò che è arrivato pure dalla Francia illuminista (e laica !) quando prima in tutta Europa si svolgevano autodafè e roghi. Giovanni Paolo II con la sua grande figura ha fatto un po’ di ammissioni e scuse in merito a ciò.
    Un grande messaggio ci hanno lasciato anche le credenze religiose degli Inca. Si reputava infatti che il mondo dell’Uomo dovesse essere intermedio tra due Regni, non di sua competenza: quello del Condor ossia quello celeste e quello del Serpente ossia quello sotterraneo degli inferi.
    All’uomo non spetterebbe dover cercare di mettersi in Cielo scardinando gli Dei nè tantomeno scendere sottoterra piegandosi alle forze che lì sotto abiterebbero.
    Tali credenze non sono forse altrettanto ispirazioni dalla lettura della Bibbia e del Vangelo ?

  4. Che i cristiani, singoli e istituzioni non siano neanche oggi e non siano mai stati immuni dal peccato mi pare si possa ammettere tranquillamente: i cristiani (e i cattolici in particolare) sono semplicemente quelli che credono che Gesù è il Signore, non sono i perfetti di una qualche setta. Ma la tua prima affermazione mi sembra a dir poco ingenerosa. L’espansione del cristianesimo, in 2000 anni, deve ben poco alla spada, specie se confrontata con altre fedi…
    Per quanto riguarda l’America Latina non ci fu un genocidio innanzitutto perché, come tu stesso affermi, moltissime morti furono causate dalle malattie (e tra le colpe, tante!, dei conquistadores non mi pare si possa includere l’ignoranza medica). Inoltre ci sarà pure una spiegazione storica se di Indios in America Latina oggi ce ne sono ancora tanti mentre di Indiani nel Nordamerica non ce ne sono praticamente più. E la Chiesa non ebbe parte alcuna nella conquista del Nordamerica. Quanto ai Saraceni essi sono l’unico esempio, a mia conoscenza, di religione che si è espansa quasi esclusivamente con la spada.

    “… I Conquistadores organizzavano spettacoli circensi…”. Anche qui, sgombrato il campo sul fatto che le efferatezze restano sempre tali va distinto quello che accade in una guerra da quello che accade in una persecuzione. Quello che è accaduto in America Latina è diverso dal perseguitare per tre secoli buoni ed operosi cittadini dell’impero che semplicemente avevano un altro Dio e una morale diversa. E` diverso dall’avere ancora oggi una società divisa in caste (India). E` diverso dal buttare i bambini dalla rupe Tarpea (operazione che abbiamo ripreso a fare da una trentina d’anni, per merito del progresso laico). E` diverso dal massacrare la popolazione per un furore illuministico (Vandea 1793-1815, Cambogia 1975-1979). E` diverso dal fare sacrifici umani di propri connazionali alla divinità.
    Nel giudicare la storia occorre distinguere i singoli peccati (che coinvolgono tutti) dall’effettivo livello di civiltà che un mondo nel suo insieme ha raggiunto e che investe tutti i suoi ambiti: la religione, la filosofia, la morale, il senso civico ecc. Se siamo qui a parlare di questi argomenti vuol dire che in occidente un progresso c’è stato. In varie società non-cristiane questi pensieri non sarebbero mai argomento di conversazione.
    Questa distinzione (singolo – cultura) dovrebbe permettere di non mescolare il “cristianissimo” Carlo Magno o il “cattolicissimo” Bush con l’effettivo livello di civiltà di un mondo, di una filosofia, di una cultura, di una religione. Né Carlo Magno né G.W. Bush sono esponenti della Chiesa Cattolica. E nemmeno della cultura: le loro opinioni non stanno in alcun trattato di morale o di sociologia. Il giudizio su di loro riguarda solo loro in quanto imperatore e in quanto presidente di una nazione. E i loro atti, comunque li si giudichi, sono singole azioni. Per suffragare la tua tesi, ossia che il Cristianesimo ha portato poco progresso umano, devi trovarmi qualcosa di più profondo, radicato, esteso, protratto nel tempo, che uno o più singoli fatti di guerra. Ognuno può fare l’elenco, lungo quanto si vuole, dei peccati (altrui). Ma questo non dimostra niente. Non stiamo facendo la conta degli errori. Stiamo valutando quanto un mondo ha progredito e per merito di chi.
    Sugli autodafé e i roghi occorrerebbe una informazione più precisa. Le leggende riportate sono spesso antistoriche esagerazioni. Quanto alla Francia illuminista: mai sentito parlare della Vandea? 500mila morti civili (uccisi uno per uno!) in gran parte solo perché non appartenevano al laico partito giusto! per favore! procurati l’opinione di Voltaire sugli ebrei e vedrai che al confronto l’espressione “i perfidi Giudei” sembrerà affettuosa. No, non credo che dobbiamo tanto ringraziare l’illuminismo.

  5. Cari amici che scrivete i vostri commenti, vi ringrazio di questi contributi al dibattito. Voi tirate in ballo tante domande e obiezioni e conferme. Voglio solo precisare ancora e meglio lo scopo del Blog “Disumane le culture pre-cristiane?” del 1° febbraio.
    1) Primo. Il Vangelo è il primo testo sacro della storia umana che afferma con chiarezza l’uguaglianza di tutti gli uomini come figli dello stesso Dio e Padre che tutti li ha creati, e quindi la dignità somma di ogni uomo. Ad esempio, nel Corano e nella tradizione islamica non esiste il principio della pari dignità di ogni vita umana ed il concetto di uguaglianza di tutti gli esseri umani (si veda il mio libro “La sfida dell’Islam all’Occidente”, San Paolo 2007, pagg. 42-44). Ma questo si può dire anche delle altre religioni dell’uomo
    2) Secondo. Anche se in altri testi sacri delle varie religioni esistono passaggi che possono essere interpretati come affermazioni di quanto detto sopra, negli stessi testi esistono altri passaggi del tutto contrari e opposti. Infatti, solo la Parola di Gesù ha suscitato nel mondo occidentale il cammino in avanti della civiltà, fino a giungree alla democrazia, alla Carta dei Diritti dell’Uomo, alle legislazioni moderne di molti stati che si basano su quei principi e concetti di cui ho detto.
    3) Con queste affermazioni non voglio affatto dire che, allora, noi cristiani, noi occidentali, siamo migliori di altri popoli. Per carità! Abbiamo tradito e tradiamo mille volte la Parola di Gesù e ha fatto molto bene Giovanni Paolo II a chiedere perdono dei peccati che i cristiani hanno commesso nella storia contro altri popoli. Il fatto che il Vangelo sia stato predicato per primo in Occidente, dove si è sviluppata e diffusa la Chiesa che, col Vangelo e la conversione a Cristo, ha dato origine al lungo cammino che ha portato l’umanità alla Carta dei Diritti dell’Uomo, non è per noi motivo di vanto, ma di responsabilità. Avendo ricevuto per primi il dono della Parola di Dio e della fede in Cristo, avremmo dovuto rispondere molto di più a questa grazia. Invece siamo arrivati anche alla bomba atomica, ai lager e al gulag, ecc.
    4) Ma allora, nel cuore dell’uomo non c’è naturalmente generosità, bontà, altruismo, rispetto dell’altro? Certo, Dio ha messo tutti questi semi positivi, che infatti producono, con la grazia dello Spirito, i Gandhi e tanti altri “eroi positivi” o santi nelle civiltà non cristiane. Io stesso ne ho conosciuti alcuni nel mondo islamico (vedi nel volume citato pagg. 160-162). Ma il “peccato originale” ha anche lasciato una pesante eredità a tutti gli uomini, noi cristiani compresi: la tendenza all’egoismo, alla prepotenza, alla violenza sull’altro. Ecco perchè Gesù è venuto al mondo ed è morto e risorto: per liberarci dal peccato, non dalle tendenze al peccato che ci sono connaturali, ma dal nostro egoismo, dandoci la grazia, l’aiuto, la forza per combattere le nostre tendenze cattive e far prevalere in noi quelle buone.
    Piero Gheddo

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