L'islam e i diritti dell'uomo

         

     L’islam è di nuovo alla ribalta dell’attenzione mondiale, con le manifestazioni per una maggior democrazia in Tunisia, poi in Egitto, Algeria, Giordania, Yemen, mentre in Libano sta prendendo piede un governo che si prevede dominato dagli  Hezbollah.  Dove sboccheranno questi movimenti popolari? Verso governi democratici o guidati dagli estremisti islamici come in Iran? L’Egitto, con i suoi 80 milioni di abitanti, è il più importante paese arabo-islamico del Medio Oriente; se andasse nella direzione dei Fratelli Musulmani, per Israele e l’Europa sarebbe un disastro di proporzioni inimmaginabili. Impossibile fare previsioni, ma le guide dei popoli islamici, culturali, religiose e politiche, dovrebbero rispondere a questo interrogativo: i popoli dell’islam, che si avvicinano al miliardo e mezzo di fedeli, vogliono entrare nel mondo moderno, portando il contributo dei loro valori umani e religiosi, o allontanarsene per creare una società alternativa?

    Ecco in sintesi alcuni aspetti della situazione attuale, che dovrebbe preoccupare specialmente i capi e le guide spirituali dell’islam:

 

      Nel mondo islamico si assiste quasi ovunque ad una crescita del fondamentalismo, visto come soluzione ai disagi dei popoli del Corano.

      Nei paesi in cui i musulmani sono la maggioranza non esiste vera democrazia e i fedeli di altre religioni non godono di piena libertà religiosa.

       Dove i musulmani sono una consistente minoranza religiosa (Filippine, Thailandia, Cina, Costa d’Avorio, Nigeria), chiedono con la violenza e la guerriglia la secessione dallo stato.

     – I paesi islamici, quasi tutti benedetti da Dio con grandi risorse naturali (petrolio), sono molto in basso nella graduatoria monitorata dall’Onu per misurare lo “sviluppo umano” dei popoli (istruzione, libertà, giustizia sociale, democrazia, diritti dell’uomo e della donna, benessere, sanità, ecc).

     L’uso della violenza, del denaro e del ricatto (se entri in questo commercio, in questa azienda devi convertirti all’islam) per portare nuovi fedeli nella comunità islamica o per impedire l’uscita di un fedele dall’islam è molto comune in quasi tutto il mondo islamico.

     Superfluo continuare con gli esempi. Com’è possibile che i capi islamici non discutano pubblicamente di questi problemi, coinvolgendo i loro popoli? In Occidente si parla spesso di “islam moderato” e certamente la grande maggioranza dei musulmani sono persone di preghiera e di virtù umane, oneste e di buon senso: l’ho sentito dire dai cristiani in ogni parte del mondo islamico e ho avuto diverse esperienze probatorie. Ma perché poi, nella comunità di fede (la “umma”) questo islam moderato non viene mai fuori, ad esempio nelle frequenti e assurde condanne a morte di cristiani per la “Legge contro la bestemmia” in Pakistan?  Possibile che prevalgano sempre i gruppi estremisti e i “moderati” non facciano mai sentire la loro voce, non in Occidente dove c’è libertà,  ma proprio nei paesi dell’islam, per educare il popolo ad un diverso modo di sentire e di agire?

      E’ noto che la “Carta dei Diritti dell’Uomo”, approvata dall’Onu nel 1948, è di chiara ispirazione cristiana, perché a quel tempo gli stati membri delle Nazioni Unite erano quasi tutti cristiani. I paesi islamici non firmarono quella Carta e quelli che poi hanno firmato, nel 1990 al Cairo hanno promulgato la “Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo nell’Islam”, che afferma: “L’islam è la religione della natura dell’uomo” (art. 10); e concede libertà religiosa, ma “fino a che rimane nel quadro dei limiti generali che la Legge islamica prevede a questo proposito”. Discorso ambiguo e inconsistente.

     Il problema fondamentale dell’islam è il rispetto dei diritti dell’uomo e della donna, che alla radice è un problema teologico: cioè come leggere e interpretare il Corano. Nel 2006 a Ratisbona Benedetto XVI segnalava una differenza essenziale fra islam e cristianesimo: “La fede della Chiesa si è sempre attenuta alla convinzione che tra Dio e noi, tra il suo eterno Spirito creatore e la nostra ragione creata esista una vera analogia”, cioè una somiglianza nel modo di ragionare . E il Papa concludeva: “Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”. In altre parole, la violenza per Dio non esiste, non può esistere, la ragione la condanna. . Il Papa ha denunciato l’assurdità della violenza esistente nel mondo islamico, per dare uno scossone anzitutto all’Islam stesso. Perché l’islam moderato capisca che è arrivato il momento di reagire e di far sentire le proprie ragioni e la propria voglia di vivere in pace. Cosa c’è di errato nell’islam per non arrivare a capire questo? Se i capi e i teologi islamici non affrontano e non  risolvono questo assurdo, i popoli islamici, dei quali ammiriamo il profondo senso religioso e l’amore alla preghiera, non si capisce come e quando possano entrare nel mondo moderno.

 

                                                                               Piero Gheddo

3 pensieri su “L'islam e i diritti dell'uomo

  1. Cito il finale del tuo articolo: “… l’Islam moderato capisca che è arrivato il momento di reagire e di far sentire le proprie ragioni e la propria voglia di vivere in pace. Cosa c’è di errato nell’Islam per non arrivare a capire questo?”

    Io penso che sia il problema comune di tante istituzioni quello di non sapersi auto-riformare. Così erano i farisei al tempo di Gesù.
    Così è stato ed è il comunismo. Anche la Chiesa a volte ha sofferto di questo problema: nel suo caso lo Spirito Santo le ha permesso di sopravvivere fino ad oggi, nonostante le proprie debolezze, qualche volta obbligata a riformarsi per merito dei propri nemici.
    Come la Chiesa ha dovuto capire che il potere temporale era alla fine e che occorrevano basi diverse per far sentire la propria voce anche l’Islam dovrà fare i conti col cammino della storia.
    Ma io non credo che ci riuscirà da solo. Nessuna istituzione solo umana cede spontaneamente il proprio potere e non conosco controesempi. Occorre che altre istituzioni, forti di una visione più nuova e indipendente forzino la mano all’Islam. Non mi pare però che sia capace di farlo l’Europa, che, solo per fare un esempio, tollera e promuove le Corti Islamiche proprio nel paese dove è nata la democrazia moderna (il Regno Unito). Possiamo sperare negli Stati Uniti, che hanno tuttora un senso identitario forte?
    Cosa c’è di errato nell’Islam? io non sono titolato per giudicare. Ma come cristiano io credo fermamente quanto ha paradossalmente affermato il fariseo Gamaliele a proposito del nascente cristianesimo: “Se questa teoria o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!” (Atti 5,38s). E non vi è altro nome, oltre Gesù Cristo, nel quale è stabilito che possiamo essere salvati (cfr Atti 4,12). Traiamo le conseguenze.

  2. Caro Paolo,
    grazie dell tua lettera. E’ vero che le istituzioni normalmente non si autoriformano, ma fino ad un certo punto. I cambiamenti vengono spesso non in modo violento, perchè la spinta viene dal basso. Molte delle decisioni del Concilio Vaticano II erano già chieste e condivise negli anni precedenti. Io ero giovane sacedote (prete dal 1953) e ricordo benissimo che i cambioamenti maturavano discutendone, studiando, pregando. Si vorrebbe vedere una simile mmaturazione nell’islam e io sono convinto che sta già avvenendo. in diversi paesi islamici i missionari mi hanno detto che i giovani e anche una parte degli aduilti vorrebbero un islam adatto ai tempi moderni.Il problema è che questi discorsi non arrivano al pubblico, credo perchò la “umma” usa la violenza contro chiuque parli contro la tradizione, chiunque accetti il “dialogo” con i cristiani.
    Il problema dell’islam è la “violenza per Dio”, come ha detto Papa Benedetto a Ratisbona. E questo è un problema teologico che dovrebbero discutere le grandi università islamiche e produrre documenti di condanna del terrorismo e di tutte le altre violenze “per Dio”. Ma questo non avviene. Noi possiamo scrivere, pregare, accogliere i fratelli islamici, ma poi debbono essere loro che si autorifomano. Anche per l’isloam vale quanto ha detto Gamaliele e che citi nella tua lettera. Grazie e ciao a tutti, vostro padre Piero

  3. L’Islam è antitetico alla democrazia

    La progressiva esplosione degli stati arabi denuncia un limite mai completamente manifestato nel mondo libero:

    l’impossibilità di coesistere del sistema democratico in un paese musulmano.

    Non esiste infatti nel mondo, un solo paese dove imperi il Corano e dove la democrazia coincida con la sovranità popolare.

    La religione coranica impone il comandamento religioso come etica sociale imprescindibile, come valore assoluto che va oltre il concetto di stato.

    In ogni paese musulmano, questa etica supera la legge dello stato, ovvero la incarna.

    E’ il concetto dello stato etico, laddove la legge coranica è anche l’unica legge dello stato.

    Violare la legge dello stato quindi, prevede punizioni previste dalla cultura religiosa islamica, se di cultura possiamo parlare.

    In ogni paese musulmano nel quale l’occidente libero e democratico è intervenuto, il seme della democrazia non è mai sopravvissuto, in specie se successivamente quel paese e quel popolo veniva lasciato da solo a camminare sulla via della libertà.

    La religione islamica è antitetica alla democrazia.

    Ed è proprio questa sua incompatibilità con il concetto di democrazia che rende impossibile l’accoglienza completa e integrata dei musulmani che immigrano nei paesi occidentali.

    I due sistemi umani non coincidono mai, ma piuttosto collidono, confliggono senza soluzione di continuità.

    Ma mai coincidono o convivono.

    E non sarà certo l’errata convinzione di un presidente degli Stati uniti d’America dal nome di Barack Hussein Obama II che cambierà l’islam, gli islamici ed il mondo musulmano.

    E la continua crisi che travolge, uno dopo l’altro, gli stati musulmani nel mondo, ne è l’ennesima prova evidente.

    L’Islam è antitetico alla democrazia.

    Full Stop

    Gustavo Geusaldo
    alias
    Il Cittadino X
    http://www.ilcittadinox.com/blog/lislam-e-antitetico-alla-democrazia.html

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