Meno aborti in Italia, ma sono sempre troppi

L’ultima Relazione del Ministero della Salute italiano sulla legge 194 relativa all’anno 2009 (quella sulla legislazione per l’aborto volontario) riferisce che in quell’anno quasi 117.000 bambini non hanno potuto vedere la luce, mentre nello stesso 2009, 568.857 sono nati vivi. Si è però registrato un calo degli aborti nel nostro paese: passati, nel 2009 rispetto al 2008, da 121.301 a 116.933 (-4368, pari al 3,6%). Nel 1982, anno del triste record (234.801 casi), la diminuzione è di oltre il 50%.

I dati dicono anche che le lavoratrici sono la categoria che fa ricorso più frequentemente alla IVG (Interruzione volontaria di gravidanza). La Lombardia (con quasi 10 milioni di abitanti) è dove si abortisce di più (19.700 casi, -4,2% rispetto al 2008). Le regioni più virtuose sono la Valle d’Aosta (217 casi, -9,6%) e la Basilicata con un calo di quasi il 10% (700 casi), mentre solo in Molise il dato appare in controtendenza (634 casi, +5,7%).

All’estero stanno decisamente peggio: l’Italia ha infatti valori tra i piu’ bassi dei paesi europei: gli aborti per 1.000 donne in età tra i 15 e i 44 anni (range d’età europeo) sono il 10,3% in Italia, molto meglio di Russia (40,3), Romania (31,3), Svezia (21,3), Inghilterra (17,5), Francia (17,4) e Spagna (11,8). Ci battono solo Belgio (9,6), Olanda (8,7) e Germania (7). Infine, un ultimo dato: il 45,5% delle donne italiane che hanno abortito non avevano figli.

Questi i dati che naturalmente non parlano delle tragedie che l’aborto comporta per i bimbi mai nati, per le giovani donne e i loro uomini, per le famiglie a vario titolo coinvolte. La signora Paola Marozzi Bonzi, nel 1984fondatrice e direttrice del Centro di Aiuto alla Vita (CAV) della clinica Mangiagalli di Milano, che in 27 anni ha salvato 13mila bambini dall’aborto (vedi il Blog dell’11 dicembre 2011), mi dice: “Le donne che hanno scelto di abortire, nella grande maggioranza dei casi subiscono un forte p anche fortissimo trauma fisico e psicologico, del quale spesso non si liberano più del tutto”.

Negli ultimi tempi è venuto sempre più alla ribalta dell’informazione il problema degli aborti, non direttamente per abolire la Legge 194, ma almeno per applicarla con rigore, visto che la Legge afferma e tutti concordano sul fatto che l’aborto dovrebbe essere il più possibile evitato con vari provvedimenti economici di aiuti alle famiglie e anche psicologici di aiuto alle donne in difficoltà di vario genere per partorire. Se non altro perché noi italiani diminuiamo di più di 100.000 unità all’anno, aumentiamo solo grazie ai circa quattro milioni di lavoratori “terzomondiali” che si sono stabiliti in Italia. Insomma, tutti ormai sanno che in Italia nascono troppo pochi bambini italiani! Almeno quelli che sono stati concepiti e stanno giungendo a maturazione, lasciamoli e aiutiamoli ad uscire dal grembo materno!

Il 30 dicembre scorso, in primissima serata dopo il TG di Rai Uno delle ore 20, nella rubrica “Qui Radio Londra” con grande coraggio Giuliano Ferrara ha parlato non dell’aborto, ma della vita di un bambino che nasce, con molto garbo e commozione, in modo del tutto laico. Dato che la sera seguente il Presidente Napolitano avrebbe tenuto nelle reti unificate delle Tv il suo annuale “Discorso agli italiani” per augurare Buon Anno a tutti, Giuliano ha avanzato una proposta che credo rappresenti la grande maggioranza degli italiani. “Caro Presidente, ha detto in sostanza, domani sera, nel suo discorso atteso da tanti italiani parlerà di tanti problemi della nostra Italia e la sua parola ha un notevole influsso sui nostri compatrioti. Ebbene, veda di inserire un cenno al dovere che tutti abbiamo di aiutare una  donna, una coppia che vorrebbero avere un bambino ma si orientano verso l’aborto per vari motivi. Aiutare chi è in difficoltà dovrebbe essere cosa normale per ognuno di noi. Caro Presidente della Repubblica (cito sempre a memoria) perché non mettere in agenda questa battaglia civile per la vita? Lei ne ha fatte tante: la sicurezza sul lavoro, i dissesti idrogeologici, l’immigrazione e la cittadinanza per i figli di immigrati… perché non aggiungere anche questa battaglia per la vita? Molti del popolo si sono già mossi in questo senso con il “Progetto Gemma”, nel popolo c’è già questa sensibilità di far nascere il più possibile tutte le vite. Domani sera, dica qualcosa su questo”.

Ecco, la sera del 31 dicembre eravamo molti milioni a sentire il discorso di Napolitano. Non ha parlato della vita che deve nascere e non può per mancanza di solidarietà umana e di sostegno da parte dello Stato italiano. Mi spiace dire che ha deluso molti e ci ha fatto sentire, per quella sera, non pienamente rappresentati dal Capo dello Stato.

Piero Gheddo

2 pensieri su “Meno aborti in Italia, ma sono sempre troppi

  1. Caro don Piero,

    ti ringrazio per aver voluto tornare sul tema dell’aborto.

    Penso che forse la cifra di 116.933 bambini uccisi nel 2009 non dice abbastanza la realtà di questa tragedia. Precisiamo allora che, mediamente, le vittime sono 320 al giorno. I meritori volontari dei CAV ne salvano, se va bene, una decina (ma, temo, probabilmente meno). E si noti che questa cifra non comprende tutti gli aborti clandestini (che, ahimé, ci sono tuttora, con buona pace dei sostenitori della legge 194), e quelli indotti dalla pillola del giorno dopo, che gli abortisti si ostinano a considerare un mero contraccettivo.

    Tu sembri un po’ stupito, oltre che deluso, del fatto che il presidente Napolitano non abbia speso una parola in favore dei bambini che si potrebbero salvare, con un po’ di impegno e di coraggio in più.

    A me sembra che Napolitano sia stato perfettamente coerente con se stesso e con la sua storia politica.
    Non è forse la stessa persona che qualche anno fa ha lasciato morire di sete Eluana Englaro, rifiutandosi di firmare il decreto che l’avrebbe salvata?

    E’ vero, a volte ci si stupisce del fatto che persone che sostengono il “diritto” all’aborto sembrano essere molto più “pro-morte” che “pro-scelta”. In realtà, questo non è poi tanto strano… queste persone (e ciò, da un certo punto di vista, torna a loro credito) non riescono ad auto-convincersi fino in fondo che l’aborto non sia un omicidio… e di conseguenza, devono auto-convincersi del fatto che esso sia “ineluttabile”. Una donna in difficoltà abortirà comunque, se serve clandestinamente, indipendentemente da tutto ciò che si può fare per dissuaderla. E quindi non c’è nessun beneficio nel provare a convincerla a tenere il bambino, anzi è un’inutile crudeltà.

    Se così non fosse, se l’aborto non fosse ineluttabile, allora ci sarebbe una valenza morale in questa scelta così crudele… entrerebbe in gioco la libertà dell’uomo, la sua capacità di scegliere il bene piuttosto che il male… non si potrebbe più dire che la donna che abortisce, ma, soprattutto, coloro che esercitano fortissime pressioni su di lei perché si liberi del “problema” (ma che tristezza che il bambino, anziché una risorsa, sia considerato un problema), non hanno nessuna colpa.

    Quindi, caro don Piero, non aspettarti di sentire il presidente Napolitano, o qualcuno dei suoi sodali, dire anche solo una parola in difesa dell’inerme innocente che sta per essere soppresso.

    Se valesse (come effettivamente vale) la pena di spendersi per aiutare le donne a non abortire, allora la legge 194 andrebbe abolita. Quale migliore aiuto per donne che vengono sottoposte (da mariti, fidanzati, compagni, madri, amiche) a pressioni fortissime perché uccidano il proprio figlio, che poter dire: “Non si può fare, è illegale, vuoi che andiamo tutti e due in galera”? Perché, nel profondo del cuore, nessuna donna desidera davvero uccidere il proprio figlio… se lo fa è perché non è veramente libera.

    Pace e Bene!
    Mario Molinari

  2. Caro Mario,
    grazie del tuo intervento, spero che lo leggano in molti anche se arriva quando in prima pagina c’è già un altro Blog (ho deciso di scriverne uno ogni 5 giorni, dato che cerco sempre di fare dei Blog con un certo significato). Non importa. Tu dici quello che forse anch’io avrei detto, se il buon Gesù non ci avesse detto: “Non giudicate e non sarete giudicati” (Matteo 7,1; Luca 6,37). E questo significa:
    – il fatto puoi giudicarlo (che Napolitano non abbia detto nulla nel Discorso agli italiani in difesa dei bambini
    che devono nascere, mi ha profondamente deluso),
    – le intenzioni le giudica solo Dio.

    Però è un altro dato di fatto che la Legge 194 è in genere sostenuta da chi non ha un chiaro e irrinunziabile criterio per giudicare il bene e il male, quindi non è convinto che sopprimere un bambino che sta crescendo nel grembo materno sia davvero un omicidio. Il cristiano che crede in Cristo e nella sua Chiesa questo criterio ce l’ha (o dovrebbe averlo), per cui vorrebbe abolire quella Legge, ma per il momento non ci riesce. E’ però anche vero che ci sono molti “laici devoti” che sono contro l’aborto per il motivo della Legge naturale che Dio ha iscritto nel cuore di ogni uomo, ma questo è un altro discorso.
    In fondo è proprio vero quello che dicevano gli antichi romani “Lex creat mores”, la Legge crea i costumi. Se non ci fosse la 194, continuerebbero gli aborti clandestini, altre donne andrebbero all’estero, ma la Legge ha rotto gli argini della diga e lo tsunami di morte ha inondato la società italiana. E’ uno dei tanti segni della decandenza morale, fisica, culturale e in fondo anche politica ed economica che sta travolgendo tutte le società occidentali. E possibile appellarsi alla solidarietà verso i “terzomondiali” che vengono in Italia (come ha fatto Napolitano nel suo discorso), se poi non siamo solidali nemmeno con i bambini di famiglie italiane che chiedono solo di poter nascere? Grazie della sua lettera e Dio la benedica, suo padre Piero Gheddo

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