Cosa insegna l’islam a noi cristiani?

Padre Davide Carraro del Pime ha 31 anni ed è stato due anni in Egitto per imparare l’arabo e poi andare in Algeria.  Gli faccio una domanda che mi appassiona: “Tu sei vissuto due anni fra un popolo che in grande maggioranza è musulmano. Dell’islam ormai conosciamo quelli che sono gli aspetti negativi. A te chiedo: quali sono gli aspetti positivi di questa religione? Cosa può insegnare a noi cristiani la vita di un popolo musulmano?”.

Davide risponde: “La vita sociale in Egitto è segnata dalla preghiera, dal richiamo alla preghiera, dalle molte persone che pregano in pubblico, non si vergognano di pregare in pubblico, anzi questo è un gesto ritenuto positivo, una persona che non si vergogna di professare la sua fede. Anche nel loro modo di parlare, ci sono spesso espressioni religiose: Come Dio vuole… Siamo nelle mani di Dio… Dio ci benedica tutti… Dio è sempre presente nel modo di parlare e anche di vestire. Ad esempio, una donna velata è un simbolo religioso, quella donna teme Dio. In Egitto molti uomini hanno sulla fronte un segno nero o grigio che indica la preghiera (“zabiba”), che si fa posando la fronte sulla terra. A volte fanno un piccolo tatuaggio che indica questo.

“Poi c’è il richiamo pubblico alla preghiera tre volte al giorno che è molto forte, lo sentono tutti: “Venite alla preghiera, che è molto più importante del sonno!”. E’ un richiamo che ritma la giornata. Da noi l’orologio della torre o del campanile ritma il tempo che passa, nell’islam il richiamo del muezzin ricorda che siamo sempre con Dio, alla presenza di Dio. Che poi vadano o non vadano alla preghiera è un altro problema, ma la società pubblicamente richiama alla presenza di Dio. Si sente  nell’atmosfera una certa religiosità che non sento in Italia. Che poi sia formale è un’altra cosa, ma per noi occidentali che abbiamo perso il senso di Dio nella nostra giornata, nella nostra vita, questo è un richiamo forte”.

Ricordo a Davide che negli anni trenta e quaranta, quand’ero ragazzo nel mio paese di Tronzano vercellese, quando le campane rintoccavano l’Angelus tre volte al giorno, al mattino, a mezzogiorno e a sera, anche chi lavorava nei campi o camminava per strada si fermava e si faceva il segno della croce dicendo una preghiera. La mia infanzia e giovinezza a Tronzano (sono nato nel 1929) era segnata da quest’atmosfera religiosa nella vita pubblica e nelle famiglie (per esempio il pregare assieme alla sera col Rosario) che oggi in Italia abbiamo perso.

“Ecco – continua Davide – in Egitto è ancora molto forte. Anche i cristiani copti egiziani si fanno tatuare sul polso, fin da bambini, una piccola croce che si vede sempre quando allunghi la mano per salutare, per prendere qualcosa. I copti, a vedere che i musulmani pregano o nel mese di Ramadan vanno in giro col Corano in mano, dicono che sono segni di ipocrisia, perché poi buttano le bombe contro di noi.

Ma qui andiamo in un altro discorso. Per dialogare con questi fratelli islamici, dobbiamo vedere anche i loro aspetti positivi. Se guardiamo all’altro guardando gli esempi positivi, si può costruire un dialogo, un’amicizia”.

“Un’altra cosa che mi ha impressionato in Egitto è il grande rispetto che loro hanno per il Corano, sempre, non solo pubblicamente, ma anche in privato. Il senso del sacro e del Libro sacro. Non si mette ad esempio, nessun libro sopra il Corano, che va tenuto in un posto onorato, elevato, isolato. Questo indica il senso della presenza continua di Dio nella nostra vita e nella vita della società.

“E’ vero che vivono una religione diversa dalla nostra, ma proprio questo fatto, incontrandoli, ci dà l’occasione di capire il valore della nostra fede e del nostro Libro

“Ad esempio, io, come straniero, nel piccolo commercio, al ristorante, ho avuto più delusioni dai cristiani copti che dai musulmani, i musulmani sono stati più onesti dei cristiani. Forse perché  noi come cristiani insistiamo sempre, ed è giusto, su Dio che è amore, Dio ci vuole bene, Dio ci perdona, abbiamo un po’perso il timore di Dio. I musulmani no. Hanno il senso della continua presenza di Dio che vede e giudica tutto, forse hanno paura,ma non hanno perso il timore di Dio. In Egitto e in Algeria, in contatto con la gente del popolo, ho avuto impressioni positive. La violenza che ogni tanto esplode non l’ho mai vista. In Egitto, andando in giro, ho visto le chiese bruciate dai musulmani e ho conosciuto un padre Comboniano al Cairo che hanno ucciso quando hanno bruciato una chiesa. Però nella strada, nei contatti con la gente, non si respira questo clima”.

Piero Gheddo

5 pensieri su “Cosa insegna l’islam a noi cristiani?

  1. Caro davide per Natale mi son letto il diario di Asia Bibi:questa donna minuta es analfabeta che è in prigione da alcuni anni solo per non rinnegare la sua fede:le basterebbe un atto formale di adesione e sarebbe subito libera di abbracciare i suoi 5 figli;i suoi persecutori brandiscono sempre il corano per condannarla: si legga il libro di una convertita egiziana Metwalli che da preside di una scuola importante del Cairo si divertiva a far impazzire gli insegnanti copti:anche questo è Islam.Gianni

  2. Caro Gianni, rispondo io, padre Gheddo, se poi vorrà risponderà anche Davide Carraro che aspetta di partire per l’Algeria. Sono d’accordo con te, l’islam purtroppo è anche quello che tu dici e forse lo conosco megliodi te avendo visitato tutti o quasi tutti i paesi islamici e parlato con i cristiani che vivono dentro ad una cultura e un popolo islamici. Anche padre Davide essendo vissuto in Egitto e Algeria, conosce benissimo questi e molti altri aspetti negativi dell’islam, che tutti noi condanniamo.

    Ma noi cristiani dobbiamo prendere coscienza di questi due fatti:
    1) Quel che noi diciamo di negativo dell’islam, loro lo dicono del cristianesimo, che dopo duemila anni da Cristo ha prodotto una “civiltà cristiana” come la nostra, corrotta, senza figli, senza ideali, oppressiva dei popoli poveri, che ha prodotto le due “guerre mondiali (con milioni di morti), i lager del nazismo e i gulag del comunismo, ecc.
    2) I musulmani nel mondo sono circa un miliardo e mezzo di persone umane (o poco meno), producono molti figli e spesso sono animati da odio e violenza anti-cristiana e anti-occidentale, perchè i mass media di quei paesi, le scuole e le moschee li educano a questo; e sono anche convinti che loro, i musulmani, hanno la missione storica di riportare l’Occidente a Dio, con tutti i mezzi, anche riempire Piazza Duomo a Milano con migliaia di uomini inginocchiati che pregano rivolti alla Mecca e anche con la “guerra santa” e il “terrorismo”, che noi chiamiamo terrorismo, loro dicono che è “il martirio per l’islam”, inventato da Khomeini che nel 1979 l’Occidente portò al potere demonizzando lo Scià di Persia!

    Caro Gianni e cari lettori di questo Blog, di fronte a questa situazione, noi che facciamo? Certamente dobbiamo difendere i nostri paesi, ad esempio con leggi più rigorose riguardo ai musulmani che vivono e lavorano in Italia, su questo siamo tutti d’accordo. Ma poi, cosa facciamo? Ci prepariamo alla guerra mondiale o cerchiamo di disinnescare questa bomba atomica che minaccia davvero l’umanità?

    3) C’è un terzo fatto di cui prendere coscienza. Il Papa e i vescovi, come il Concilio Vaticano II, raccomandano sempre il “dialogo” con i non cristiani, compresi i musulmani. Bisogna poi vedere cosa si intende per “dialogo”. Certamente non è l’insistere sempre e solo sugli aspetti negativi dell’islam, ma anche cercare quel che di positivo c’è nell’islam, per esempio la preghiera, l’atmosfera religiosa nella società, il forte senso di identità religiosa che unisce i musulmani, ecc. E poi, soprattutto, per incontrare l’islam, dobbiamo tornare a Gesù Cristo non come etichetta, ma come preghiera e vita cristiana. Mi permetto di citare il mio volume “La sfida dell’islam all’Occidente” (San Paolo 2007, pagg. 166, Euro 10), nel quale spiego ampiamente quanto qui ho scritto in sintesi.
    Piero Gheddo

  3. Caro padre Gheddo,molto gentile a rispondermi,non merito tanto:le mie riflessioni sull’islam datano da tanto tempo leggendo Louis Massignon,Giulio Basetti-Sani Jean Abd el Jalil e molti altri e devo dire che anche me affascina talvolta questo mondo apparentemente monolitico.Tuttavia ho in casa tutto ciò che concerne le coversioni al cristianesimo dall’islam stesso sia in italiano che in francese:ebbene in tutte queste persone viene fuori un’aspetto che forse noi non sottolineamo abbastanza:l’islam è una religione sostanzialmente formale,non impegna la coscienza,ne tantomeno nella preghiera cercano un vero rapporto con Dio.I precetti sono semplici e pochi.Comunque per qualche tempo ho letto Jeune Afrique e davvero è sconsolante come i teologi musulmani descrivono il rapporto uomo donna in una maniera che definire primitiva sarebbe poco.Ho letto e riletto pure “Il prezzo da pagare”di J.Fadelle principe sciita iracheno che ha atteso ben 6 anni il battesimo perdendo ogni bene come pure rischiando la vita stessa per mano dei suoi fratelli ingaggiati da suo padre.Cosa ci chiedono queste persone:che noi siamo innamorati di Cristo pronti a rendere ragione della nostra fede.C’è un algerino che attualmente vive in Francia che avendo scoperto la fede cristiana in ambito protestante gira la Francia annunciando Cristo ai suoi connazionali li presenti ed è riuscito a portarne decine di migliaia allo Stade de France presso Parigi testimoniando che arabo non significa necessariamente musulmano.A noi cattolici manca l’entusiasmo e la gioia della nostra fede:se uno crede che conoscere Cristo sia un tesoro certo non se lo tiene solo per sè.Certo sono più di un miliardo e crescono in maniera esponenziale.ma anche i cinesi sono un miliardo e mezzo ed hanno la loro cultura ed la loro fede ben rinata dalle ceneri del maoismo:anche loro hanno uno specifico nella provvidenza divina.Il card di Sydney Pell all’indomani della caduta del muro di Berlino affermava che dopo il comunismo sarebbe stato l’islam il grande antagonista della Chiesa.Di certo queste riflessioni ci portano a dire che Cristo è la Via la Verità la Vita.Gianni Boggian

  4. caro gheddo,io sono musulmana e ti posso dire che esserlo è davvero bellissimo! LE PERSONE E LE RELIGIONI SONO DAVVERO IMPORTANTI PER L’UMANITA e le cose che hai detto sono giuste !!!!! davvero io ti stimo per quello che hai fatto,hai fatto riconoscere che dopottto ci sono anche aspetti positivi e davvero ti posso dire che per questo gesto che hai fatto DIO sara moltofiero di te anche se sei cristiano

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