Come Dio sa trarre il bene anche dal male

Cari amici lettori, vi racconto cosa mi è capitato domenica scorsa 28 ottobre. Di buon mattino parto in treno per Bologna, dove vengono a prendermi per andare in auto a Imola alla parrocchia dello Spirito Santo che celebra la festa patronale. Sceso dal treno, sto guardando un avviso dei treni in partenza per la sera, con la borsa ben stretta tra le gambe. Un grido improvviso: “Padre Gheddo!”, una ragazza di Bologna mi chiama da dietro, mi giro di scatto e non crollo dal dolore solo perché quella gentile donzella (che mi aveva conosciuto in una conferenza a Bologna) si è precipitata a sostenermi! Sono poi andato a Imola in auto, ho fatto una giornata di predicazione e catechesi sullo Spirito Santo e alla sera il parroco don Marco Renzi mi ha portato in auto a Milano con Celso Commissari, fratello del nostro padre Filippo, missionario ad Hong Kong. In ospedale l’ortopedico mi dice: “Padre, dopo i 70-80 anni non si fanno più movimenti bruschi!”. Lo terrò presente per la prossima volta.

Il “collegamento crociato” del ginocchio è fortemente infiammato. Se si rompe questo “crociato”, di cui ignoravo l’esistenza, andrebbe ben peggio. Riposo e ghiaccio, dovrebbe passare in 15-20 giorni. Una botta inattesa, continuo a lavorare, ma a rilento e mi accorgo, per un piccolo banale incidente, quanto siamo legati con un filo al tran-tran quotidiano. Siamo dei “precari” in tutta la vita!

Perché vi racconto questo fatto del tutto personale? Anzitutto perché ogni cinque giorni vi trasmetto notizie e riflessioni sulla missione della Chiesa e voi avete la bontà di seguirmi; ecco, questa volta vi trasmetto questa notizia “missionaria” e vi chiedo una preghiera. Grazie.

Il secondo motivo. E’ proprio vero che non tutto il male viene per nuocere e che la Provvidenza sa trarre il bene anche dal male. Il mio ritmo di vita, come anche il vostro suppongo, è travolgente. Il mondo moderno corre, non riesci più a fermarti: a 83 anni compiuti dovrei essere in pensione, ma ringrazio il Signore che mi tiene così tanto impegnato. Però, ecco che il buon Dio mi ferma con un ginocchio gonfio e dolorante! Che fare? Mi accorgo che ho più tempo per pregare e riflettere, sperando che, con l’aiuto di Dio, questo abbia effetti benefici almeno nella mia vita spirituale. Ciao a tutti e Dio vi benedica, vostro

padre Piero Gheddo

4 pensieri su “Come Dio sa trarre il bene anche dal male

  1. Padre, sei semplicemente un grande uomo di Gesù, quindi un uomo di fede.
    Che Dio Padre ti conservi a lungo! (in ogni caso secondo i Suoi desegni).
    Paolo Marconi
    San Colombano,
    Valtesse, Bergamo

  2. Caro amico Paolo,
    grazie della sua lettera e dell’augurio di lunga vita, che ricambio volentieri. Dico spesso a Gesù: “Lo so che tu non hai bisogno di me, ma insomma, quel che mi dai da vivere voglio spenderlo per farti conoscere e amare e per far amare la Chiesa. Se mi vuoi, sono qui per te, quando vuoi prendermi sono lo stesso disposto a venire”. Più vado avanti in età, piùmi pare che ilpensiero della morte mi diventi simpatico, el senso che la morte apre la porta al Paradiso, andiamo nelle braccia del Padre! Cosapossiamo desiderare di più? Tuo padre Piero Gheddo

  3. ……..la stessa cosa mi è successa a me ammalato febbricitante perchè Dio voleva che meditassi più la sacra scrittura, e ora sto cercando di rinnovare la mia mente non come vuole il mondo ma come vuole la parola di suo figlio Gesù cristo nostro Signore,ringrazio Dio per questa febbre.

    Che Dio le dia la Fortezza di andare avanti così!

    Sascia Valori -Pistoia –

  4. Grazie della tua lettera, caro Sascia Valori di Pistoia, dobbiamo semopre leggere le vicende del mondo e le nostre personali alla luce della fede che, se preghiamo, ci dà uno sguardo sereno e ottimistico, anche nelle malattie e varie difficoltà e fallimenti della vita. Sappiamo che Dio ci vuole bene nonostante i nostri sbagli e peccati e sappiamo che può sempre trarre il bene anche dal male e questo ci basta per non avere mai paura e per accettare la volontà di Dio, a vlte misteriosa e difficile per noi. Grazie ancora e prego per te, tuo padre Piero Gheddo

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