Piero Gheddo “Cittadino onorario di Tronzano Vercellese”

di Roberto Beretta

Il «cittadino del mondo» torna ad essere cittadino del suo paese natale. Potrebbe sembrare una marcia indietro, e invece si tratta del coronamento di una prestigiosissima carriera professionale nonché di un riconoscimento sincero a una dedizione che avrà ben altro premio. Domenica 15 gennaio padre Piero Gheddo, tronzanese Doc da quando vi è nato (sono ormai quasi 88 anni), ha ricevuto dal Consiglio comunale l’onorificenza maggiore che un Municipio può dare. Il sindaco Andrea Chemello l’ha proclamato coram populo e all’unanimità dei voti «cittadino onorario di Tronzano Vercellese, in segno di riconoscimento e gratitudine per avere onorato la Comunità Tronzanese nelle contrade di tutto il mondo, con instancabile apostolato giornalistico al servizio esclusivo della causa missionaria, a favore e a difesa di quella parte dell’Umanità più povera e dimenticata».

Ed è stata la prima volta nella storia che il Comune di Tronzano Vercellese – 3500 abitanti, a due passi da Santhià – ha sentito il bisogno di sfoderare la sua massima onorificenza, a sottolineare ancor più la portata eccezionale della festa celebrata dai concittadini intorno a padre Piero. Il sindaco, nel discorso in cui ha proposto al Consiglio il conferimento, ha ricordato i molti meriti di Gheddo, sia nella sua lunghissima e prolifica attività di giornalista e scrittore, sia come sacerdote e «uno dei missionari italiani più conosciuti e famosi nel mondo»: Tronzano – ha detto – ne è stata di riflesso gratificata.

Il sindaco ha anche distribuito alle autorità presenti la recentissima autobiografia Piero Gheddo, inviato speciale ai confini della fede (Emi, pagg. 220, euro 14), che il Comune stesso mette in vendita utilizzando il profitto per aiutare i poveri della cittadina piemontese. E’ un libro che ripercorre in modo ragionato le avventure missionario-giornalistiche vissute da padre Piero in ogni parte del mondo, scritto con Gerolamo Fazzini, editorialista di Avvenire e prefazione di Andrea Tornielli de La Stampa.

Alla cerimonia nella sala del parlamentino cittadino erano presenti un folto numero di fasce tricolori della zona, a testimonianza della partecipazione corale della Provincia – rappresentata dall’assessore Mauro Andorno. Ma anche il governo era rappresentato sia dal viceprefetto Raffaella Attianese che dall’onorevole Luigi Bobba, il quale è intervenuto ricordando la capacità del festeggiato di «parlare a tutti, facendo conoscere le frontiere difficili dove tanti missionari italiani lavorano» e riconoscendo al sacerdote del Pime «il vigore delle convinzioni che lo muovono e che sa trasmettere, avendo per orizzonte il mondo».

Presente in sala l’arcivescovo di Vercelli Marco Arnolfo, che già in mattinata nella parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo aveva presieduto la Messa concelebrata con padre Piero e con il confratello (nonché collega giornalista) padre Giorgio Licini, missionario in Papua Nuova Guinea (Oceania) e oggi direttore del Centro missionario Pime di Milano. Monsignor Arnolfo ha sottolineato la valenza civica e sociale del lavoro di Gheddo: «La sua è stata una cittadinanza attiva nel promuovere il bene tra i popoli, valorizzando i progetti di pace che sorgono nel pianeta. Ha collaborato nel far risplendere nel mondo la luce della verità e della giustizia».

Da parte sua padre Gheddo ha rimarcato nel discorso di ringraziamento il medesimo filone: «Ho sempre amato Tronzano – ha detto – e l’ho ricordata volentieri nei miei scritti, quando ne avevo l’occasione, non solo per amore della città natale, ma perché ho sempre riconosciuto che la mia vocazione è nata qui, grazie alla mia famiglia certamente ma anche alla tantissima brava gente che – da credente oppure no – si riconosceva comunque in un umanesimo evangelico e si comportava di conseguenza». E qui, da giornalista che ama i fatti, il neo-cittadino onorario ha citato alcuni buoni esempi religiosi e “laici” ricevuti dai tronzanesi: dal sindaco comunista del post-Liberazione al parroco storico della città nel dopoguerra.

Naturalmente c’è stato spazio anche per i genitori del sacerdote, alla cui tomba una delegazione di amici e parenti si era recata in preghiera all’inizio della giornata. E in proposito l’arcivescovo Arnolfo ha riservato un’importante sorpresa alla comunità tronzanese: al termine della Messa infatti il parroco don Guido Bobba ha letto la comunicazione ufficiale con cui la diocesi riapre il processo di beatificazione di Rosetta Franzi e Giovanni Gheddo, in seguito al supplemento di indagine grazie al quale la postulatrice, avvocato Lia Lafronte, ha reperito nuova e significativa documentazione. Il “cittadino Gheddo” ha dunque un’occasione in più per tornare volentieri al suo paese tra le risaie.

Un pensiero su “Piero Gheddo “Cittadino onorario di Tronzano Vercellese”

  1. Caro Piero, è da tempo che volevo inviarti un messaggio di auguri e di congratulazioni ma riesco solo oggi. La cittadinanza del tuo paese per me è un premio alla gente di Tronzano che ha saputo capirti, incoraggiarti, aiutarti, soprattutto con l’esempio virtuoso e santo dei tuoi Genitori. Quindi va sottolineato il ruolo della comunità locale nel cammino della missione aiutando una vocazione missionaria a formarsi fino al suo epilogo con l’invio in missione. Tu hai meritato tutto questo con quella capacità innata di intraprendenza, originalità, coraggio oltre ogni paura anche da parte di chi avrebbe avrebbe dovuto spingerti e non fermarti. Nei miei primi anni di sacerdozio tra Villa Grugana -Merate (COMO) come formatore nell’Anno di spiritulità, a Milano come vice direttore di Italia Missionaria e il desiderio del grane nostro Maestro Padre G. B. Tragella di prendere il suo posto nel campo del giornalismo missionaria ti sino stato vicino e insieme abbiamo sognato e operato per una stampa missionaria che fosse coinvolgente e credibile. Ora tu sei ospite curato in un Istituto di Suore, io ospite della Casa del Clero dell’Arcidiocesi di Napoli su consiglio dei neurologi curanti gli esiti della mia ischemia midollare.
    Ma proprio per questo siamo chiamati ad essere persone di memoria, e come ha detto oggi 27 gennaio Papa Francesco nella Messa a Santa Marta: ” Il cristiano è un uomo di memoria”, ma è anche un uomo “in cammino in attesa di qualcosa”, in attesa di “arrivare a un punto: un incontro; incontrare il Signore”. Il motore è sempre “la speranza”: la speranza di “guardare al futuro”. “Così come non si può vivere una vita cristiana senza la memoria dei passi fatti, non si può vivere una vita cristiana senza guardare il futuro con la speranza … dell’incontro con il Signore”, chiarisce Francesco.

    E cita ancora San Paolo e la sua “frase bella”: “Ancora un poco …”. “Eh, la vita è un soffio, eh? Passa…”, riflette il Pontefice. “Quando uno è giovane, pensa che ha tanto tempo davanti, ma poi la vita ci insegna che quella parola che diciamo tutti: ‘Ma come passa il tempo! Questo l’ho conosciuto da bambino, adesso si sposa! Come passa il tempo!’. Presto viene. Ma la speranza di incontrarlo è una vita in tensione, tra la memoria e la speranza, il passato e il futuro”.
    Carissimo Piero è il mi augurio affettuoso , come tu sai da sempre per te. Vai avanti e infiamma con il tuo zelo missionario la Chiesa che deve essere di fatto, oltre di natura, missionaria!

    Auguri, Cittadino illustre di Tronzano ma, ancora di più, comunicatore dell’amore di Cristo per tutti gli uomini.

    Prega per me. Un abbraccio più che fraterno. Tuo Padre Giuseppe Buono, PIME

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