Un pensiero su “Il dialogo col mondo moderno da Paolo VI a Francesco

  1. Ho letto volentieri questo post e il precedente, ma pur riconoscendone alcune intuizioni, continua a lasciare in me molte perplessità.
    Lo Spirito Santo esiste ed agisce! Per questo il Magistero va seguito e quando non lo si riesce a comprendere, si chiede legittimamente risposta ai dubbi che solleva… Domandare è lecito, rispondere è cortesia…. Ma non per Papa Francesco, pare… Per lui, evidentemente, il DIALOGO è riservato solo ad altri…
    “L’arte dell’apostolato è rischiosa. La sollecitudine di accostare i fratelli non deve tradursi in una diminuzione della verità. Il nostro dialogo non può essere una debolezza rispetto all’impegno verso la nostra fede. L’irenismo e il sincretismo sono in fondo forme di scetticismo rispetto alla forza e al contenuto della Parola di Dio, che vogliamo predicare. Solo chi è pienamente fedele alla dottrina di Cristo può essere efficacemente apostolo” (n. 91)
    E’ QUESTO CHE MANCA!
    Invece c’è chi denuncia questa fedele fermezza come diabolica “rigidità” del cristiano “integralista”… Come se ce ne fossero rimasti molti che hanno un tale coraggio…
    Quando il Papa o un suo rappresentante esaltano Pannella e Bonino, oppure quando parlano a braccio con i giovani universitari senza MAI pronunciare il nome di Gesù o di Dio, quando il capo dei Gesuiti mette in discussione la stessa Parola di Dio sostenendone interpretazioni fantasiose o quando l’affabilità dialogante di certi alti prelati è rivolta sempre e solo verso una certa parte dei lontani (tanto da farli sembrare vicini), e mai verso altri ugualmente lontani ma dei quali non è riconosciuto il germe di bene che indiscutibilmente lo Spirito a infuso in loro … (solo per fare alcuni degli innumerevoli esempi possibili), beh…, penso che, nonostante tutte le buone intenzioni, possano aver letto male o dimenticato questo comma fondamentale della “Ecclesiam Suam”… Così come forse hanno dimenticato Ap 3,16 quando accade che il Dialogo diventi tiepida inclinazione al compromesso… (Mi spiace contraddire il sincretismo papale, ma Dio è proprio Cattolico! Se non ne fossi convinto che ci starei a fare? Un conto è dialogare, un conto è svendere la propria identità e la propria Fede!)
    Quando parliamo di Paolo VI, poi, ricordiamo anche che fu il Papa che gridò i rischi di contaminazione che la Chiesa moderna, oggi ben più di allora, subisce. Il famoso “fumo di Satana” che è entrato anche nelle nostre sagrestie, è altrettanto profetico e non va dimenticato…
    Questa apologia a senso unico di Papa Francesco, poi, appare tanto unilateralmente ossequiosa da contraddire perfino lo stesso pensiero Bergogliano a riguardo del Clericalismo che, a suo dire, sarebbe bene abbandonare.
    Ebbene in questo io sono d’accordo. Non dirò che il Papa ha ragione solo perchè è il Papa. Poichè non è mai il papa in quanto persona ad averla, ma bensì il Magistero della Chiesa nel momento in cui sono soddisfatte le condizioni di infallibilità garantite dallo Spirito. E se un papa predica bene ma talvolta razzola male, va detto, come hanno fatto tutti i Santi di questa terra. Possibilmente con maggior delicatezza di quella che lui stesso usa per stigmatizzare i suoi figli e fratelli di fede. Sarò per questo fuori dalla Chiesa Cattolica più dei divorziati risposati assecondati da buona parte dell’attuale gerarchia modernista che governa la chiesa? Spero di no… Ma di questi tempi è più facile essere scomunicati per troppa ortodossia che per eresia…

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