Iran: il maggior aiuto è la preghiera

La rivolta che incendia Teheran da due settimane è la ripetizione di quel che è già successo trent’anni fa in quel grande paese. Una rivolta popolare contro il potere oppressivo dello stato. Nel 1979 lo Scià modernista Reza Pahlevi, oggi il dittatore reazionario Ahmadinejad. Nel 1979 il popolo, infiammato dai mullah e dal carismatico Khomeini, protestava contro il discendente del millenario regno di Dario e dell’antica Persia, che voleva modernizzare il paese alleandosi con “Il Grande Satana”, gli Stati Uniti d’America e l’Occidente cristiano. Pur mantenendo l’islam come religione nazionale, lo Scià si proponeva di aggiornare i precetti ed i costumi islamici al mondo moderno. Era un monarca del passato che esercitava un potere assoluto, ma anche avviando molte riforme: voleva le bambine a scuola, apriva le Università alle ragazze, mandava molti giovani a studiare in Occidente, concedeva una limitata ma effettiva libertà di stampa e di ricerca, varando anche un codice matrimoniale molto più favorevole alla donna di quello islamico; infine, aveva aperto una facoltà universitaria che studiava come ringiovanire l’islam aprendolo agli studi comparati con le altre religioni e culture. L’”Accademia Iraniana di Filosofia” credo sia stata l’unica iniziativa partita dall’islam per dialogare e cercare interscambi con il cristianesimo e le altre religioni e civiltà.
Questa spinta autoritaria per una troppo rapida evoluzione verso il mondo moderno venne spazzata via nel 1979 dalla “Rivoluzione islamica” di Khomeini, che ha dato origine al movimento opposto, il ritorno all’islam puro e duro e alla radicale islamizzazione della società: taglio della mano ai ladri, lapidazione delle donne adultere, fustigazione e impiccagione pubblica per vari tipi di crimini, matrimoni forzati di bambine di nove anni, censura dei libri e dei siti internet “pericolosi”, imposizione del “burqa” alle donne che non vogliono avere guai coi “pasdaran”, i guardiani della rivoluzione armati di manganelli. Un regime teocratico che governa nel nome di Dio esercitando una ottusa e feroce violenza e facendo strame della Carta dei Diritti dell’Uomo.
Nel 1979 la “rivoluzione islamica” di Khomeini, applaudita in Occidente come se fosse progressista, si è invece rivelata quanto mai reazionaria. Oggi siamo tutti idealmente al fianco dei coraggiosi che si oppongono al regime degli ayatollah, ma da molti segni pare che il capo dell’opposizione Moussavi sia ben lontano dal voler uno stato laico e rispettoso delle libertà personali. Parlo con un missionario che viene da un paese islamico e conosce bene la situazione dell’islam. Dice: “La partita che si gioca a Teheran mi pare esemplare e decisiva per il mondo islamico, perché tutta all’interno di quel mondo, lontano secoli dalla nostra mentalità occidentale. Ovunque ci sono popoli in grandissima maggioranza non secolarizzati o laicizzati, ma tutti egualmente fedeli ad Allah. Si scontrano le due correnti che vogliono trovare una via d’uscita dalla costante umiliazione dell’islam negli ultimi due secoli: tornare a Maometto e alla “legge islamica” oppure iniziare un cammino guidato verso l’accettazione del mondo moderno, che ormai li circonda e li invade da ogni parte. Noi confidiamo che la maturazione già iniziata ai valori della Carta dell’ONU sui diritti dell’uomo possa prevalere nei popoli islamici ”.
Nel 1982 al vescovo di Feisalabad mons. John Joseph (morto martire in difesa dei cristiani oppressi in Pakistan) chiedevo cosa possiamo fare noi italiani per aiutare la piccola comunità cristiana del suo paese. Risposta: “Abbiamo bisogno anche di aiuti economici perché siamo molto poveri. Ma il maggior aiuto è la preghiera. Io stesso che sono nato in Pakistan non saprei cosa suggerire di diverso. Solo Dio conosce in profondità l’islam e può cambiarlo dall’interno”.
Piero Gheddo

«Sposare una ragazza iraniana?»

Questo tema del matrimonio fra cristiani e musulmani l’ho già trattato nei Blog del 6 gennaio, 31 marzo, 3 maggio. Questa volta si tratta del matrimonio fra un giovane italiano e una ragazza iraniana. Ecco la lettera:

Gentilissimo Padre Piero Gheddo, sono un Ragazzo Italiano credente Cristiano, credo di essermi innamorato di una Ragazza Musulmana Iraniana…lei adesso vive in Italia per studio…..non credo di essermi preso una cotta da adolescente, anke perkè tale piu’ non sono….ma le voglio qualcosa di piu’ di un semplice ‘bene’….non voglio kiederle di prevedermi il futuro..altrimenti nn direi di essere Cattolico, ma vorrei un consiglio su un futuro legame con lei, partendo dal presupposto ke lei proviene da una famiglia per bene. Grazie.
Mauro.

Carissimo Mauro, grazie di avermi scritto per un consiglio sul tuo caso. Ti rispondo con una breve riflessione sul matrimonio, come lo intende il Vangelo, la Chiesa e noi cristiani. E’ l’unione d’un uomo e di una donna per creare una famiglia, avere dei figli, educarli, formare una piccola comunità di vita dove regni l’amore, l’aiuto vicendevole, dove i più piccoli e i più sfortunati ricevano maggiori attenzioni; insomma, dove ci sia una totale comunicazione di sentimenti, propositi, risorse, progetti. Gesù intendeva così il matrimonio, fino a dire che i due sposi “non sono più due ma una carne sola” (Matteo 19, 6). Espressione fortissima che indica la piena comunione di due sposi uniti nel Sacramento del matrimonio.

Ora, questa profonda unione e comunione di due giovani sposi deve partire da una base umana non troppo dissimile, non troppo diversa. Un proverbio frutto di saggezza popolare diceva: “Moglie e buoi dei paesi tuoi”. Ora dimmi con sincerità. Com’è possibile che questa perfetta e profonda unione e comunione di due vite si possa raggiungere partendo da due religioni e culture così abissalmente lontane come cristianesimo e islam?

Non dubito che la tua cara ragazza venga da “una famiglia per bene” e che vi vogliate bene davvero. Ma tutto questo, secondo me e la mia esperienza, non basta a fondare un vero matrimonio, se le basi umane da cui partite sono troppo distanti. All’inizio tutto può sembrare bello, ma le difficoltà vengono dopo, man mano che il tempo passa e la passione iniziale fisica e sentimentale certamente non è più travolgente. E’ inevitabile, capita a tutte le coppie. Poi quando nascono i figli e si devono educare, la famiglia ha delle difficoltà, tra marito e moglie possono esserci delle divergenze, ma tutto si ricompone quando alla base c’è un amore vero e profondo come ho detto prima. Altrimenti si inizia il triste cammino che porta poi fuori strada. E questo può venire anche se la tua ragazza è una iraniana musulmana “che adesso vive in Italia per motivi di studio”. Va bene, e dopo?  Vorrà tornare in Iran? E se rimane con te vorrà andare a trovare i parenti e gli amici, portare a vedere i figli? E come educherà i figli, nel Corano o nel Vangelo?

Caro Mauro, non insisto perché la conclusione mi pare logica e, credimi, l’ ho sperimentata diverse volte. Questo matrimonio è sconsigliabile. Anche per due altri motivi molto forti e dirimenti:
1) Primo. Sei sicuro che tu, cristiano, puoi sposare una musulmana senza convertirti all’islam? Ti sei informato che questo è assolutamente sicuro? Guarda che normalmente, la famiglia e la comunità della donna islamica pretendono che il cristiano che vuole sposarla si converta all’islam. Se non lo fa, non danno il permesso. E se la ragazza ti sposa lo stesso, correte ambedue grossi pericoli. Nei paesi dell’islam, persino in un paese evoluto e laico come la Tunisia, la legge permette il matrimonio tra un musulmano e una cristiana, ma proibisce il matrimonio tra un cristiano ed una musulmana, a meno che l’uomo non si converta all’islam prima del matrimonio. In caso contrario, il matrimonio è considerato nullo, anche se contratto validamente in paesi non islamici come l’Italia. Com’è la legislazione in Iran?

2) Secondo. L’ho già detto e lo ripeto. Tu non sposi una donna, sposi una grande famiglia (con molti cugini, nipoti, zii, parenti di vario genere), sposi una comunità islamica (la “umma”), sposi una tradizione, costumi e leggi tradizionali sul matrimonio, che sono diversissimi da quelli del matrimonio in un paese cristiano. Comunque, prima di fare un passo di cui potresti pentirti mille volte, fa un viaggio in Iran con la tua ragazza, renditi conto della situazione, se quel che ti ho detto è vero o no, chiedi di vedere la legislazione vigente per i matrimoni tra un cristiano e una musulmana, se mai rivolgendoti all’ambasciata italiana perché ti aiuti a capire la situazione. Ciao, io vi ricordo tutti e due nelle mie preghiere. Dio vi illumini e anche voi pregate per conoscere la volontà di Dio che vuol bene a tutti e due. E se capite che non potete sposarvi, separatevi subito, da buoni amici ma nient’altro. Ci sono nella vita decisioni difficili, ma bisogna avere il coraggio di prenderle, quando si capisce che sono inevitabili.

Tuo padre Piero Gheddo