Salve padre Gheddo,
ho trovato il suo sito per caso, dato che mi stavo informando sui matrimoni cattolici-musulmani. Ecco, anche io ho conosciuto un ragazzo musulmano e a dire il vero anche io provo qlc di più di un’amicizia con lui e non so come mi è venuta in testa l’idea di parlare di un futuro matrimonio, anche se è un’illusione e lo so perkè sarebbe cosa molto complicata sposarsi cn un musulmano, dato che la sua famiglia ha posto già come condizione, per qlc donna lui volesse sposare che nn sia musulmana, quella della conversione all’islam. A volte sn sicura che se si ama una persona si fa tutto per lei, ma se realmente tra noi ci fosse un amore così forte, perkè è sempre la donna a dover cedere?? perkè loro hanno una cultura-religione cn i paraocchi…?
a volte una persona deve essere anche tollerante ma fino a un certo punto… e poi, se nn si riesce a oltrepassare gli ostacoli, meglio guardare altrove…lei pensa che ci possa essere un punto di incontro tra due persone di due religioni diverse soprattutto cn un musulmano?
Grazie Simona
Cara Simona, grazie della lettera. Devi essere ben giovane, se usi il linguaggio degli sms nei telefonini: sn, qlc, perké, cn, ecc. La tua lettera però si capisce bene, ma non ho voluto correggere il tuo linguaggio. L’ho scritto e detto mille volte e lo ripeto: il matrimonio fra un uomo musulmano e una donna cattolica è del tutto sconsigliabile, soprattutto per tre motivi:
1) Motivo di fede. Se la donna è disposta a rinnegare la fede cristiana e diventare musulmana, si potrebbe dire che il matrimonio è possibile anche se non consigliabile. Entrare nella comunità islamica (la “umma”) è la condizione inevitabile ed è inutile lamentarsi. Se la donna è disposta ad accettarne le conseguenze, faccia pure a suo rischio e pericolo, ma sappia che nell’islam la donna è inferiore all’uomo e lo segue in tutto. Questa la tradizione, questa la mentalità comune e una donna non può certo ribellarsi a questa cultura antica, se non vuol essere punita in modo anche barbarico. Punto.
2) Motivo antropologico-culturale. Il matrimonio, com’è noto, per riuscire bene deve essere l’unione totale di due persone. Non solo l’amore fisico, sessuale, che porta a generare figli (questo può esserci, naturalmente, anche fra un musulmano e una cattolica), ma l’integrazione sentimentale, culturale, linguistica, di costumi quotidiani, di visione e programmazione della vita tra uomo e donna, Tutto questo, fra un uomo e una donna educati nell’islam e nel cristianesimo è non solo molto difficile, ma impensabile e quasi impossibile. Questo perché le differenze fra le due religioni sono abissali e non possono essere superate dalla semplice buona volontà e dall’attrazione fisica, che sfiorisce presto, se non è sostenuta da questa integrazione totale dei due sposi.
3) Motivo esperienziale. L’esperienza dimostra che questi matrimoni in genere falliscono entro i primi sei-sette anni. Un’inchiesta della Conferenza episcopale francese di alcuni anni fa dimostrava che i fallimenti erano superiori all’80% nei primi sette anni e altri matrimoni fallivano dopo. E quei pochi che duravano erano dovuti al fatto che la donna francese, innamorata dei propri bambini, si era adattata a fare la donna islamica, ma con una vita di sacrifici inimmaginabili dalle ragazze italiane d’oggi.
D’altra parte, cara Simona, la risposta al tuo interrogativo la dai tu stessa quando scrivi: “A volte una persona (cioè una donna) deve essere anche tollerante, ma fino a un certo punto… e poi, se nn si riesce a oltrepassare gli ostacoli, meglio guardare altrove…”. Ben detto, tenendo presente che la ragazza cattolica che sposa un musulmano non sposa un uomo (che personalmente può essere buono, gentile, affettuoso, onesto), ma una grande famiglia, una comunità religiosa (nella quale è facile entrare ma impossibile poi uscire), una cultura che si oppone radicalmente a quella cristiana.
Il mio Sito, per chi non lo sapesse, è www.gheddopiero.it gestito dagli “Amici di Lazzaro” di Torino, ma Simona si riferisce a quanto ho scritto il 6 gennaio 2009 a un’altra signorina che mi faceva la stessa domanda. Il testo di quella risposta si può trovare nell’archivio dei blog.
Piero Gheddo